ROMA. Lo tsunami Lega e l'affermazione dell'Italia dei Valori. La fondazione Istituto Carlo Cattaneo, dà la sintesi dei flussi elettorali che hanno caratterizzato questa tornata delle regionali. Chi ha vinto e chi ha perso secondo il raffronto delle precedenti consultazioni del 2005. «Una era geologica fa», hanno commentato ieri i dirigenti del Pd che preferiscono il confronto con le elezioni europee dello scorso anno. L'analisi parte dal fenomeno Lega che quasi raddoppia in consensi, passando da 1 milione 380 mila voti agli attuali 2 milioni e 750 mila. «Un avanzamento generalizzato in tutte le regioni settentrionali, ma anche in quelle tradizionalmente rosse»: più 579% nelle Marche e più 330% in Toscana.
I due nuovi governatori Zaia e Cota poi trascinano le due regioni dove la forza del Carroccio era già consistente: in Veneto i consensi aumentano dell'83%, in Piemonte del 61%. Elaborazioni che segnalano un risultato ancora più evidente in presenza dell'astensionismo che ha colpito in modo generalizzato tutte le regioni. L'exploit leghista serve a bilanciare in modo determinante il calo del Popolo della libertà che rispetto alla somma Alleanza Nazionale e Forza Italia del 2005, perde 1 milione e 69 mila voti, circa il 15%. Un dato «sporco», che sconta l'assenza della lista nella provincia di Roma che nelle precedenti consultazioni raccolse con i due partiti circa 600 mila preferenze. Ma a parte i pasticci elettorali romani, il Pdl perde in tutte le regioni e guadagna solo in Campania e in Calabria. La coalizione del centrodestra guadagna solo grazie alla Lega che ora incide per il 31% sul complesso dei consensi della coalizione.
Sul fronte opposto, i dolori del Partito democratico sono quantificati dall'Istituto Cattaneo in circa 2 milioni di voti in meno rispetto a quelli raccolti da Democratici di Sinistra e dalla Margherita nel 2005. 7 milioni e 850 mila voti contro i 5 milioni 846 mila di ieri: allora finì dodici regioni a due per il centrosinistra (votava anche l'Abruzzo), ma come hanno voluto sottolineare i dirigenti del Pd «il contesto politico era completamente diverso». Il calo viene registrato anche nelle regioni dove il centrosinistra ha confermato la guida: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria Basilicata e Puglia dove i Democratici lasciano 900 mila voti. Secondo i flussi rielaborati dagli uffici del Nazareno (che contestano anche il raffronto col 2005) questo dato andrebbe comunque depurato dai voti dei listini dei governatori, molti dei quali riconducibili proprio al Pd. Tutto a vantaggio degli alleati? No di certo anche perché il flusso dei voti non contempla mai un travaso automatico dentro la coalizione tanto meno stavolta con un'astensione di ben 8 punti in più. L'Italia dei Valori manifesta una forte crescita guadagnando 1 milione 227 mila voti in più. Perde voti rispetto al 2005 l'Udc di Casini: 227 mila, con un calo generalizzato e, secondo l'Istituto Cattaneo, indipendente dalle alleanze variabili anche se più accentuato laddove ha scelto il centrosinistra. Pesanti invece le perdite della Sinistra radicale con 1 milione e 274 mila voti in meno, praticamente metà del loro elettorato. Un dato, diffuso su tutto il territorio con l'eccezione della Puglia.