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Pescara, 22/04/2026
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Data: 01/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ichino: «È il destino di norme senza accordo»

ROMA. «Vengono al pettine i nodi di una riforma che il governo ha voluto fare senza l'accordo delle parti sociali e chiudendosi ermeticamente alle critiche e proposte dell'opposizione». Per Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Pd, bene ha fatto il presidente Napolitano a bloccare la legge 1167 che ha «numerosi profili di grave inopportunità e anche di incostituzionalità».
Napolitano ritiene che sui licenziamenti i lavoratori abbiano meno tutele.
«La legge era un tentativo di depotenziare surrettiziamente il sistema delle protezioni senza affrontare i veri nodi della Riforma».
Quale deve essere la soluzione?
«Che il governo affidasse a sindacati e imprese il compito di accordarsi su di una soluzione tecnicamente corretta e capace di rilanciare davvero l'arbitrato come strumento di soluzione delle controversie su tutte le materie che sono disciplinate da contratti collettivi».
Non è dunque in discussione l'arbitrato?
«La necessità di un ampliamento degli spazi dell'arbitrato per decongestionare il contenzioso giudiziale in materia di lavoro è largamente riconosciuta. Ma quello che non ha senso è che, come dispone l'articolo 31 della legge, la clausola arbitrale riferita anche a diritti indisponibili nascenti da legge dello Stato possa essere inserita nel contratto individuale con cui si costituisce il rapporto di lavoro»
Il governo avrà capito la lezione?
«Finora ha respinto i nostri emendamenti scegliendo di ampliare lo spazio arbitrale nella direzione sbagliata. Ora sarà bene eliminare questa scelta e compiere un ripensamento».

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