PESCARA. Sarà discussa con il prefetto Paolo Orrei la «questione sicurezza» sollevata dagli autisti della Gtm, in servizio il fine settimana da mezzanotte alle tre per trasportare il popolo della movida in centro storico. Lo hanno deciso i sindacati perché il braccio di ferro con la Gtm «non ha fatto registrare alcun passo in avanti».
Per i sindacati, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil alla protesta degli autisti, la Gtm ha risposto «con una totale chiusura». «La Gtm», denunciano i tre sindacati, «ha attivato, unilateralmente, un nuovo servizio di bus navetta senza garantire però alcun tipo di tutela per l'incolumità del personale di guida. Ricorderemo al prefetto che gli autisti e il personale di controlleria, vittime frequentemente di episodi di vandalismo durante il servizio, oltre a non disporre di un'idonea protezione del posto guida, sono costretti anche a utilizzare i telefoni cellulari personali per segnalare disfunzioni, disservizi, episodi di teppismo perché la Gtm, in otto mesi, non è stata in grado di assicurare un efficiente sistema di comunicazione aziendale».
Secondo i sindacati, non si può lavorare da mezzanotte alle tre nei fine settimana a contatto con il popolo della movida di Pescara vecchia senza protezioni. Inoltre, la decisione è stata presa dalla Gtm senza consultare prima i lavoratori e «nel bel mezzo delle procedure di raffreddamento di una vertenza al cui interno vi sono importanti argomenti legati alla questione sicurezza». Per i sindacati, «al personale vengono negati diritti normativi e retributivi e livelli minimi di sicurezza nell'espletamento del lavoro».
Ma i sindacati, nell'incontro con il prefetto, non parleranno solo dei problemi della scarsa sicurezza a bordo degli autobus «sia per gli autisti sia per i viaggiatori»: «Denunceremo le irregolarità, formali e sostanziali, dei concorsi banditi per l'assunzione di nuovo personale impiegatizio a fronte di importanti carenze nel personale viaggiante riscontrabili dal sistematico diniego delle ferie e da un ricorso abnorme a prestazioni straordinarie. Evidenzieremo lo strano atteggiamento dell'azienda che da un lato disconosce alcune indennità sancite da accordi aziendali e dall'altro elargisce somme cospicue di denaro pubblico nonostante la consapevolezza dell'esistenza di pronunciamenti della Cassazione e sentenze della giurisprudenza».