Mercoledì 8 aprile la Commissione Lavoro della Camera inizierà ad esaminare le modifiche da apportare alla legge sul lavoro sulla base dei rilievi formulati l'altro ieri dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. I tecnici governativi - e quelli dell'opposizione - sono già al lavoro con l'obiettivo di approfittare della pausa pasquale per mettere a fuoco ogni dettaglio.
Già ieri erano arrivate le aperture del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, apprezzate sia dal Quirinale che da Palazzo Chigi. Aperture che tuttavia non sembrano destinate ad intaccare il pilastro principale della legge ovvero l'istituto dell'arbitrato - regolato fra le parti sociali - per risolvere le controversie fra imprese e lavoratori.
Le modifiche ruoteranno intorno a tre pilastri: l'ammissibilità o meno della cosiddetta clausola compromissoria (ovvero della scelta firmata dal lavoratore al momento dell'assunzione dell'arbitrato come sistema di definizione di future controversie); una migliore specificazione dell'arbitrato; il potere da parte del ministero del Lavoro di sostituirsi alle parti sociali nella scelta del canale dell'arbitrato invece di quello della magistratura del lavoro.
Sull'ultimo punto già l'altro ieri il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha sottolineato di essere favorevole a restringere il potere del ministero alla sola convocazione delle parti sociali. Mentre ieri il segretario della Cisl, raffaele Bonanni, si è detto favorevole all'eliminazione totale della clausola compromissoria (già esclusa per il caso del licenziamento da un documento comune firmato da tutte la parti sociali ad eccezione della Cgil).
Nel frattempo ieri un gruppo di 47 deputati del Pd, primo firmatario l'ex sindacalista Paolo Nerozzi, hanno presentato una proposta per l'introduzione del Contratto Unico di Ingresso (Cui), ovvero di una forma di assunzione nche tuteli meglio i precari neoassunti e garantisca anche la flessibilità delle imprese.
Il Contratto unico di ingresso è ispirato alla proposta degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, ma è stata a sua volta firmata anche da Pietro Ichino, che ha presentato in Parlamento altri due progetti di legge sulla sperimentazione della "flexsecuritY"' e sul nuovo codice del lavoro. Al momento sono 4 i progetti di legge elaborati da esponenti del Pd: ai due di Ichino e a quello di Nerozzi si aggiunge infatti il progetto di legge Madia che introduce il Cuif, il contratto unico di inserimento formativo.
Il Cui di Nerozzi si candida a diventare la forma "tipica" di prima assunzione. È articolato in due fasi: quella di ingresso, non superiore a tre anni (meno se previsto dai contratti nazionali o dalle parti), e in una successiva fase di stabilità. Di fatto il Cui è un contratto a tempo indeterminato con tutela progressiva della stabilità pensato per le forme di lavoro "precario".
Secondo la Cisl il Cui farebbe sparire l'articolo 18 per i nuovi assunti. Analoga la posizione del giuslavorista Michele Tiraboschi secondo il quale si tratta di un attacco da sinistra all'articolo 18. Per Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, invece la proposta dei senatori Pd «pone un problema reale».