Egregio direttore, in questi ultimi mesi si assiste, un po' increduli, alle moltepliche riunioni per stabilire l'ubicazione del nuovo svincolo autostradale (un tempo dell'area Vestina) e alle intese raggiunte, sempre diverse l'una dall'altra. Le accuse politiche di favoritismo da ogni parte e di irrigidimenti su proprie posizioni di comodo non si contano. Senz'altro è una bella e legittima battaglia politica tra gli enti interessati, nel difendere ognuno i propri tornaconti. É sconcertante invece notare, in questa diatriba, l'assenza o silenzio assenso evidenziato dal suo quotidiano nel commentare l'ultima riunione del 18 marzo scorso a Montesilvano.
In merito si può comprendere l'indifferenza del sindaco di un piccolo comune, ma non si può giustificare l'assenza del sindaco di Penne capoluogo, come si usa per definire il centro più importante un'area omogenea. Questo fa pensare anche a chi non ha la minima malignità, che tra le «troppe assenze volute» ci sia soprattutto quella importantissima di colui che dovrebbe essere il faro per tutto il comprensorio Vestino; dove a suo avviso, l'indifferenza regna sovrana, tanto è vero che non hanno una adeguata rappresentazione nè a livello provinciale e nè in quella regionale, con zero assoluto.
Il problema non dovrebbe esistere, perché un nuovo casello vicino a quello esistente, certamente contribuirebbe ad aggravare il già caotico traffico, andando a caricare ulteriormente la viabilità, oltre che a Città Sant'Angelo anche a Montesilvano.
La soluzione ultima paventata chiuderebbe, tra l'altro, definitivamente ogni possibilità di sviluppo futuro dell'area Vestina.
Gabriele Costantini Pescara