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Pescara, 22/04/2026
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Data: 03/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Movida, Castiglione attacca Albore Mascia «Cosa state facendo?»

PESCARA. Un ring per i duelli politici. La movida pescarese, poco salvaguardata malgrado sia uno dei più importanti volani economici della città, è il quadrato dove la politica sta sferrando molti colpi, anche quelli proibiti. Vada per l'opposizione, che non poteva farsi sfuggire l'occasione di utilizzare un avvenimento cruento come l'aggressione registrata a Pescara vecchia per pungolare e che, se fosse stata al governo, sarebbe stata a sua volta pungolata. Vada per quella parte dell'opinione pubblica da sempre ostile, per vari e a volte giustificati motivi, al divertimento chiassoso, ad alta gradazione alcolica e, in certi casi, con un certo tasso di pericolosità. Ma a Palazzo di città chi si aspettava la raffica di ganci e montanti di Alfredo Castiglione, il vice presidente della giunta regionale d'Abruzzo di sponda Pdl come il sindaco di Pescara e, sempre come lui, proveniente dalle fila di Alleanza Nazionale?
Ieri, prendendo spunto dalla notizia del risveglio dal coma del ragazzo pugliese Luciano Zerrilli, violentemente colpito dal rom Claudio Spinelli davanti all'ingresso di un locale nella parte vecchia della città, Castiglione ha diffuso una nota. «Tocca a noi politici farci carico delle risposte nel sociale e che non possono essere che di carattere sociale», si legge nel documento subito dopo gli elogi alle forze dell'ordine. «Mi chiedo cosa ha intenzione di fare questa amministrazione in questa direzione. Non si può racchiudere l'episodio come evento casuale. E se non lo si chiude in tale ambito, quali sono le iniziative affinchè quel velo d'indifferenza venga squarciato? Chi è andato a parlare con quei giovani? Chi ha studiato le cause di ciò che è avvenuto? Si è aperto un tavolo affinché si enucleino i concetti su cui lavorare per il futuro? Prego il sindaco di dare una risposta. Ma che sia una risposta strutturale. Altrimenti rischiamo di non fare fino in fondo la missione a cui siamo demandati».
Luigi Albore Mascia è stato informato subito dopo la conclusione della processione e, forse perché ancora immerso nel clima pasquale, non ha reagito. «Incontrerò Castiglione dopo le feste e, davanti a un buon caffè, ne parleremo».
La nuova sfida di Castiglione ad Albore Mascia può essere letta in tanti modi. Qualcuno, inevitabilmente, legherà l'episodio agli sviluppi della politica nazionale. Castiglione avrebbe utilizzato i fatti pescaresi per rimarcare la sua vicinanza a Gianfranco Fini. Il sindaco, dall'ala berlusconiana, sfuggendo alla tentazione di rispondere a muso duro, ha confermato l'abilità a non polemizzare con gli uomini del suo stesso schieramento.
Tornando alla missiva diffusa da Castiglione, vale la pena di sottolineare un altro passaggio. «Andando oltre l'analisi dei fatti, la vittima non è solo colui che è stato colpito in maniera quasi esiziale. L'insensibilità verso i valori della vita, da parte di chi lo ha colpito, e l'indifferenza di coloro che non hanno prestato soccorso, fa pensare a un'emergenza più allarmante. Un'emergenza tutta culturale».

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