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Pescara, 22/04/2026
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Data: 04/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Aquila, un anno dopo - «Tanto è stato fatto, ma è ancora emergenza». Massimo Cialente: mancano le case e la situazione occupazionale è tragica

Tantissimo è stato fatto ma la «tragedia è stata pesante e siamo ancora in piena emergenza: la struttura per la gestione dell'emergenza della Protezione civile assiste ancora 52.500 aquilani, mancano case per 1.500 nuclei familiari» ed è «drammatica» la situazione del lavoro mentre «buoni risultati sono stati raggiunti nella «ricostruzione delle scuole». A tracciare un bilancio sulla situazione a un anno dal sisma è il sindaco Massimo Cialente. Secondo il primo cittadino «ci sono stati anche una serie di errori dettati dalla situazione». «In parte magari non ci si è seduti abbastanza intorno a un tavolo, la situazione è ancora drammatica», aggiunge. «All'inizio ci eravamo dati quattro obiettivi case, scuole lavoro e università - spiega Cialente - Per quanto riguarda le case c'è un ritardo nella ricostruzione cosiddetta leggera: non sono state realizzate case per 1.500 nuclei familiari che ci avevano detto che si sarebbero fatte. Adesso la responsabilità è passata a me come vicecommissario e cercheremo di realizzarle». «Sulle scuole credo che ci sia stato un risultato eccezionale perché abbiamo ricostruito le scuole in tutto il cratere - prosegue - Quelli che vivono ancora sulla costa vengono qui ogni mattina sobbarcandosi oltre due ore di pendolarismo al giorno, oltre 200 chilometri. Quanto all'Università abbiamo riconfermato 20mila dei 28mila iscritti però non abbiamo le strutture per ospitare i ragazzi e anche qui c'è il Problema del pendolarismo. Speriamo per settembre di cominciare a dare una risposta».
«Il fallimento totale è sulla questione del rilancio economico e produttivo», sottolinea Cialente. «Non è ancora arrivata la zona franca che comunque non sarà sufficiente a dare una risposta», spiega. «Una quota di quei quattro miliardi che il Cipe nel mese di luglio aveva deliberato per investimenti per il rilancio economico e produttivo della Regione e in particolare del cratere», sottolinea il sindaco dell'Aquila, circa 250 milioni, «doveva arrivare subito ma al momento non si vede nulla». «Questo credo sia il quadro preciso della situazione, sinceramente il problema drammatico oggi è il lavoro», continua.«A un anno di distanza vorrei ringraziare per tutto ciò che è stato fatto dal volontariato italiano e dalla macchina della Protezione Civile - conclude Cialente - Ai miei cittadini invece dico che dobbiamo stringere i denti, dobbiamo andare avanti e avere ancora la voglia di confrontarci e difendere le nostre ragioni. Questo credo sia la cosa più importante».
«Molto è stato fatto e moltissimo resta da fare». Franco Gabrielli, prefetto dell'Aquila, è sulla stessa lunghezza d'onda del sindaco. «La mia preoccupazione -spiega- è quella di dire che da un lato questo anno non è trascorso invano, è stato denso di impegni e realizzazioni, ma tutti noi abbiamo la consapevolezza che per la dimensione e l'estensione del terremoto del 6 aprile, moltissimo resta da fare». Il prefetto elenca le priorità: «quelle immediate di concludere il ritorno delle famiglie e dei nuclei che sono ancora delocalizzati e ovviamente la partenza delle realizzazioni per quanto riguarda la ricostruzione vera e propria». Ma, aggiunge, «credo che la priorità delle priorità sia la questione economica». «Vorrei dirlo una volta per tutte -prosegue Gabrielli- questo territorio non era l'Eldorado, non era un territorio fiorente dove i problemi non albergavano. Questo era un territorio già profondamente segnato e depresso e senza voler essere blasfemo, dico che il terremoto, un evento che tutti avremmo voluto non si verificasse mai, deve diventare un'opportunità».

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