A poche settimane dal rinvio a giudizio per il caso Dezio, l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso torna, oggi, nelle aule di Palazzo di giustizia per affrontare un nuovo procedimento o, per meglio dire, il procedimento per eccellenza. Quello che, il 15 dicembre 2008, ha portato, dopo mesi di indagini, al suo arresto, innescando un vero e proprio terremoto politico, seguito dalle elezioni anticipate e dalla vittoria del centrodestra. L'udienza, davanti al gup Guido Campli, è prevista alle 11. Per l'accusa, sostenuta dal pm Gennaro Varone, durante la sua amministrazione sarebbero circolate tangenti negli appalti pubblici. Oltre all'ex primo cittadino, nell'inchiesta denominata "Housework" sono coinvolte altre 25 persone, tra loro figurano dirigenti e tecnici comunali e noti imprenditori come Carlo Toto ed il figlio Alfonso. Lunga la sfilza di reati, da cui i 26 imputati, a vario titolo, dovranno difendersi: concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata libertà degli incanti. Ma non è finita qui perché l'ex sindaco e il suo ex braccio destro Guido Dezio, insieme all'autista factotum Fabrizio Paolini, al suo ex capo di gabinetto Marco Molisani, al suo ex portavoce Marco Presutti, agli ex dirigenti comunali Giampiero Leombroni, Vincenzo Cirone e Luciano Di Biase, al dirigente Pierpaolo Pescara e all'ex city manager Antonio Dandolo, devono rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati contro la pubblica amministrazione ed il patrimonio. Il Comune di Pescara, attraverso l'avvocato Claudio Di Tonno, ha già annunciato, nel corso della prima udienza preliminare, rinviata ad oggi per difetto di notifica, che avanzerà richiesta di costituzione di parte civile. Un atto che il legale ha definito necessario per via del danno d'immagine e patrimoniale "diretto ed indiretto" subito dall'amministrazione a causa della vicenda. Pronti a costituirsi anche i gestori del bar del tribunale per un tentativo di concussione contestato a Dezio.