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Pescara, 22/04/2026
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Data: 07/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il terremoto, un anno dopo - Consiglio comunale, va in scena la contestazione. Nella notte della memoria esplode l'ira dei cittadini contro i politici. Fischiata la lettera di Berlusconi

L'AQUILA - Decisamente pesanti contestazioni di alcuni cittadini in occasione della seduta solenne del Consiglio comunale. Infelice, alla luce dei risultati, forse anche l'idea di convocare la seduta dell'assise nel giorno del dolore all'interno del tendone di piazza Duomo.
Protagonista è stata la rabbia della gente, che alcuni dei presenti hanno ritenuto montata a orologeria. La tensione era palpabile già prima dell'inizio dei lavori. I rappresentanti dei comitati erano in attesa di mostrare il proprio dissenso al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che invece non ha partecipato all'evento. La lunga attesa, tuttavia, ha aumentato il nervosismo dei tanti aquilani assiepati nell'asfittico tendone. «Non siete neanche capaci di organizzare un consiglio Comunale -ha gridato Eugenio Carlomagno del comitato Centro storico- , figuriamoci la ricostruzione». Il Consiglio si è aperto con un minuto di silenzio per ricordare le vittime del sisma, poi è salita in cattedra la rabbia della gente.
In occasione della lettura dei messaggi da parte della vice presidente del Consiglio comunale, Santilli, è scattato una sorta di applausometro: con le parole del messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i fischi hanno superato di molto gli applausi. Scroscio di battimani alla lettera di saluto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Qualche fischio per il messaggio del presidente del Senato, Schifani.
La seduta è andata avanti in un clima tesissimo fino alla fine, alla presenza di trecento giornalisti giunti in occasione dell'anniversario e dinanzi ad ospiti illustri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e la vice presidente della Camera Rosi Bindi. «Io capisco la vostra ribellione -ha esclamato il consigliere comunale Enzo Lombardi- Ma, vi prego, un po' di civiltà. Non fateci vergognare di voi». «Stiamo facendo una figura orribile», gli ha fatto eco il consigliere del Pd, Vito Albano. Ha preso poi la parola il sindaco Massimo Cialente ringraziando il premier, la Protezione civile, i vigili del fuoco e «quanti ci hanno dato una grandissima mano e ci hanno aiutato. Molto è stato fatto. Allora c'erano centomila sfollati». Eloquente su questo argomento un cartello mostrato dai cittadini con la scritta: «16mila nelle case, gli altri D.O.V.E.». «Il tempo stringe -ha aggiunto il sindaco- perché esiste un pezzo di città allo stremo. Stiamo pertanto elaborando un progetto per una integrazione al reddito».

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