L'AQUILA. «Abbiamo fatto davvero una brutta figura». Così Roberto Tinari, avvocato e portavoce del Pdl ha commentato la gazzarra che una minoranza di persone ha scatenato nel consiglio comunale aperto dell'altra notte in piazza Duomo indetto per commemorare le vittime del sisma. Il tendone si è trasformato in una bolgia con fischi a ripetizione che hanno reso impossibili gli interventi. Al punto che soltanto la lettura del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato applaudito mentre altri come quelli del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e del presidente del Senato, Renato Schifani sono stati accolti da bordate di fischi. La lettura delle note dei vertici statali è andata molto a rilento. E poi, come se questo non bastasse, alcuni hanno voltato le spalle alla vice presidente del consiglio comunale, Antonella Santilli nel momento in cui leggeva la nota del Premier.
«Davvero una brutta figura» dice Tinari, anche davanti a ospiti illustri quali la presidente della giunta regionale del Lazio, Renata Polverini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e l'onorevole Rosy Bindi. La città meritava altro». «Ci sono provocatori di professione», ha commentato il presidente del consiglio, Carlo Benedetti, colui che più di tutti si è sgolato per riportare la calma, «caso mai si tratta di gente che nella vita non ha problemi e in certe occasioni si traveste da rivoluzionario. Invece quelli del Comitato 3,32, per esempio, sono stati corretti». Come è vero che alcuni del popolo delle carriole si sono presentati in consiglio esibendo cartelli dai toni duri. Eugenio Carlomagno (Comitato centro storico da salvare) che pure ha avuto uno scontro con il consigliere Antonello Bernardi ha una sua idea. «Il lavoro del consiglio e delle commissioni consiliari è stato molto distante dalle necessità della gente», ha detto, «era inevitabile che qualcuno sentisse il bisogno di manifestare il proprio disagio». «La mia impressione è che i contestatori fossero pochissimi ma si facevano sentire perchè strillavano. Da un lato, invece, c'erano cittadini attenti a commemorare chi è morto». Lo ha detto il sindaco di Roma, Alemanno, in merito alle contestazioni dell'altra sera.