L'AQUILA. In otto anni L'Aquila può rinascere, «più bella e sicura di prima». Ma solo se, a partire dalle autorità locali, «ognuno si assumerà le proprie responsabilità» lavorando duro ogni giorno, «Natale, Pasqua e Ferragosto compresi». Nel giorno dell'anniversario del sisma che alle 3.32 di un anno fa devastò L'Aquila e decine di comuni, Guido Bertolaso chiude definitivamente la prima fase dell'emergenza e rilancia quella che è la «vera sfida» di una tragedia che ha segnato l'intero paese: la ricostruzione. Una fase che non vedrà impegnata la Protezione Civile: il capo del Dipartimento lo dice chiaro ai giornalisti e soprattutto ai cittadini dell'Aquila, ma anche di Sant'Angelo, Pianola, Onna e degli altri paesi del cratere che visita nel giorno dell'anniversario. «Noi non abbandoneremo l'Abruzzo» ripete «ma il nostro compito sarà quello di essere da stimolo A chi dovrà impegnarsi al massimo per far sì che l'Aquila possa rinascere». Nel corso del comitato operativo convocato nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito, con il Commissario Gianni Chiodi e il sindaco della città Massimo Cialente, Bertolaso ha sottolineato che riconsegnare l'Aquila agli aquilani in una decina d'anni è una scommessa che si può vincere, ma si può fare anche di meglio se da qui in avanti si continuerà a lavorare come si è fatto finora. «Se potessi avere la certezza che la ricostruzione dell'Aquila avvenisse in almeno otto anni ci metterei la firma». Lo dice l'ex presidente del Senato Franco Marini, di San Pio delle Camerem durante uno speciale in diretta su Youdem.tv, apprezzando la stima del capo della Protezione civile Bertolaso sulla ricostruzione del capoluogo abruzzese. «Comunque in Parlamento noi continueremo a porre la ricostruzione come priorità nazionale su cui far convergere fondi e risorse, perché tutte le opere sono importanti ma la ricostruzione dell' Aquila viene prima» sostiene il senatore del Pd che ricorda come il capoluogo abruzzese è un centro universitario e una realtà economica importante che deve riprendersi.