«Amore, siediti sulle mie gambe altrimenti alla prima frenata cadi a terra». «Scusi, permesso, questa è la mia fermata, si può scansare?». «Figurati se quella ragazzina mi cede il posto, eppure potrei essere sua nonna». Sono le frasi rubate a bordo dei 150 bus che ogni giorno attraversano Pescara. E i passeggeri, chi ha scelto il mezzo pubblico per muoversi in città, hanno qualcosa da ridire.«"Ci sono troppi pochi posti a sedere - dice la signora Irina, badante di origine ucraina -. Ho lavorato a Milano; lì, ad esempio, gli autobus hanno moltissimi posti». Se si considera che non tutti sono disposti a cedere la loro poltrona, anche di fronte ad un anziano o un invalido, ecco che il problema posto è il più sentito. «Potrebbero mettere più corrimano - il suggerimento di Alessandro, studente universitario -. Ogni frenata si rischia di cadere». C'è chi, invece, come la signora Michela Mucci, pensionata, pensa che la vera scomodità sia nelle fermate: «Quella sotto casa mia, in via del Santuario, non ha né una panca per sedersi, né una tettoia per coprirsi se piove». Ma Michele Russo, presidente della Gtm, ha assicurato che è in corso il restyling degli autobus di Pescara: «Stiamo provvedendo al rinnovo della flotta - dice -. Sostituiremo i vecchi bus: i primi 35 arriveranno a settembre».