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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sì del Colle al legittimo impedimento. Napolitano firma la legge. Scudo processuale di 18 mesi per premier e ministri

ROMA. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha promulgato la legge sul «legittimo impedimento». Una legge che fa da scudo per diciotto mesi al presidente del Consiglio e ai ministri in carica chiamati a processo. Una nota del Quirinale parla di «approfondito esame» della questione e cita una sentenza della Corte costituzionale.
È una sentenza che parla di «apprezzabile interesse» ad assicurare «il sereno svolgimento di rilevanti funzioni» istituzionali, da tutelare «in armonia con i principi fondamentali di diritto». Dal vertice Pdl Berlusconi ha fatto sapere di avere ringraziato Napolitano per la firma.
Ma la vita del provvedimento, che peraltro deve essere trasformato in legge costituzionale entro 18 mesi, inizia in salita. La Procura di Milano, secondo quanto ha riferito anche Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, ha sollevato eccezione di incostituzionalità» della norma. Bondi ha parlato di «proterva mancanza di rispetto nei confronto delle istituzioni democratiche» e di «disperato tentativo di modificare il corso politico positivo del dopo elezioni». La procura milanese dovrebbe quindi chiedere che gli atti dei processi a Berlusconi siano inviati alla Corte costituzionale per decidere se la norma contrasta con la nostra Carta.
La firma di Napolitano è stata accolta con entusiasmo da esponenti del centrodestra, con qualche malumore nel centrosinistra e l'annuncio di un referendum abrogativo da parte dell'Idv.
Le norme approvate prevedono il congelamento dei processi per sei mesi continuativi, fino a un massimo di diciotto mesi. Il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, esprime «rispetto» per la decisione di Napolitano, ma considera «inalterati» tutti i motivi che hanno fatto dire «no» alla legge in parlamento. E' l'ennesimo provvedimento che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell'interesse delle istituzioni «ma solo per difendere il premier dai processi». Governo e maggioranza - dice Giuseppe Lumia - colpiscono la giustizia per consentire a Berlusconi di eludere i processi.
Le parole più forti sono state usate dagli esponenti dell'Idv. Antonio Di Pietro non vuole disquisire di chi sia la colpa, ma giudica il provvedimento «incostituzionale e immorale». Vuole un referendum perché non accetta che alcune persone non vengano sottoposte a processo, come accade a tutti i cittadini quando vengono accusati di un reato.
Si apre dunque una delicata partita in Parlamento. La maggioranza vuole far approvare un disegno di legge costituzionale il prima possibile. Se ne stanno occupando i senatori Roberto Centaro e Gaetano Quagliariello. Perchè l'operazione riesca servono due condizioni: il disegno di legge deve essere approvato entro 18 mesi (il sì delle Camere deve arrivare entro ottobre del 2011) e l'opposizione non deve presentare la richiesta di sottoporre la nuova legge a referendum. Con il referendum, si aprirebbe infatti una finestra temporale in cui, decaduta la legge sul legittimo impedimento e in attesa della consultazione referendaria, i giudici potrebbero chiamare nuovamente Berlusconi alla sbarra; nella peggiore, lo scudo giudiziario potrebbe essere spazzato via per sempre dal voto popolare lasciando premier e ministri senza più scudi dietro cui ripararsi dalle insidie processuali. Per questo la maggioranza cercherà di strappare all'opposizione un sì alla legge costituzionale (che farebbe evitare il referendum). Quindi è probabile che il disegno di legge sul lodo Alfano in costituzione entrerà nella partita delle riforme.

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