| |
|
| |
Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.355
|
|
|
|
|
|
|
08/04/2010
Il Messaggero
|
Giunta del mattone, Spoltore sott'inchiesta. L'accusa è di corruzione: coinvolti il sindaco Ranghelli, un assessore, costruttori e Roselli |
|
Li hanno buttati giù dal letto che non erano ancora le 7. A Spoltore gli uomini del Corpo Forestale (titolare dell'inchiesta) e quelli della Squadra mobile hanno bussato a casa del sindaco Franco Ranghelli; a casa dell'ex presidente del consiglio regionale, Marino Roselli, architetto affermato a Spoltore; a casa dell'assessore comunale Claudio Santurbano, con delega ai lavori pubblici. Visita anche per il consigliere comunale Pino Luigioni. Al Comune, con discrezione, gli agenti della Forestale si sono fatti aprire armadi e cassetti in cui sono custoditi i fascicoli dell'Urbanistica e del Prg. Hanno preso delibere, prelevato "file" dai computer. Hanno bussato agli studi professionali dello stesso Roselli e di alcuni costruttori: alla Pakundo che fa capo a Marcello Sborgia, titolare anche dell'impresa a Dsc, proprietario di molti terreni in zona e, ancora, titolare di punti Snai. Coinvolti anche gli imprenditori edili Luigi Zampacorta e Alessandro D'Onofrio. A spedire in missione la Polizia giudiziaria è stato ieri mattina il sostituto procuratore Gennaro Varone, mettendo in subbuglio la giunta spoltorese rimescolata da Ranghelli. Nessun arresto, soltanto perquisizioni e acquisizioni di atti, al momento. Gli indagati sarebbero in tutto una decina tra amministratori pubblici e privati e i reati di cui si parla sono pesantissimi: corruzione, concussione, associazione a delinquere (i capi d'accusa non sono gli stessi per tutti). Gli investigatori stanno tentando di comprendere quali e quanto stretti siano i rapporti tra politica e imprenditori del mattone in una Spoltore che ha registrato negli anni una cementificazione notevole. Le scelte urbanistiche del Prg sono il filo conduttore dell'inchiesta su cui la Forestale sta lavorando dal 2008. Tanti i quesiti in cerca di risposte su interventi che a Spoltore fanno discutere da tempo: ad esempio l'accordo di programma per il cimitero; o ancora la realizzazione di Citymoda (controlli della Forestale risultano essere stati eseguiti ieri anche nella sede di Citymoda in Puglia); oppure il progetto delle torri sul fiume a Villa Raspa (degli imprenditori Carletti e Zampacorta). Come pure occorre capire se è vero o meno che dei terreni siano stati acquistati come agricoli e poi destinati a diventare edificabili in base al blindatissimo Prg sul quale la maggioranza di Ranghelli sta rimettendo le mani con una variante. Capire, infine, se è vero che all'amministrazione comunale di Spoltore siano stati approvati regolamenti edilizi che possano apparire "cuciti su misura" per i costruttori e se il ribaltone in giunta non sia stato fondato su accordi proprio per tutelare un certo tipo di attività, di sviluppo, di progetti. Ipotesi che ieri hanno lasciato di stucco chi ha ricevuto la visita di Forestale e Squadra Mobile. «Non so cosa dire, devo ancora capire di che cosa si tratti» ha detto il sindaco Ranghelli al citofono della sua abitazione. Risposte identiche sono arrivate dalla Pakundo e da Roselli. Più tardi Ranghelli ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: «Sono sereno, pur nell'amarezza della situazione. In coscienza sono certo di aver operato nel rispetto delle norme e per il bene della collettività. Sono a disposizione degli organi competenti per qualsiasi chiarimento. Rispetto il lavoro della magistratura e confido in esso» ha detto il sindaco. Sorpreso, ma comunque tranquillo Marino Roselli: «Mi hanno chiesto di vedere alcune carte e con loro sono andato al mio studio. Mi pare di capire d'essere coinvolto perché conosco i costruttori e il sindaco, ma non so cosa mi sia contestato. Sono sereno».
|
|
|
|
|