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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sfollati al mare, ma avevano la casa agibile. Denunciati marito e moglie di Tornimparte: per loro pagati 50.000 euro ad albergo di Alba

Per loro il terremoto si è rivelata l'occasione di farsi per un anno intero un soggiorno pagato ad Alba Adriatica fino a quando non sono incappati nella rete dei controlli dei Carabinieri. Ora marito e moglie, C.D.A., 50 anni, geometra, e D.R., 35 anni, casalinga, entrambi nativi e residenti a Tornimparte, rischiano di varcare le porte del carcere se il magistrato titolare dell'inchiesta dovesse decidere di punire la coppia che per un anno intero ha finto di far parte dell'enorme esercito degli sfollati. I Carabinieri della stazione di Tornimparte, diretti dal maresciallo Leonardo Tedeschi, si sono accorti che la coppia aveva l'abitazione integra. Approfittando perciò del marasma di carte e richieste di intervento da parte della Protezione civile a sostegno degli sfollati, la coppia ha proseguito la permanenza nella struttura alberghiera, recitando ogni giorno la parte di vittime dell'immane tragedia. I militari, coordinati dal capitano Marcello D'Alesio, hanno denunciato marito e moglie all'autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli accertamenti da parte degli investigatori proseguono per appurare se la coppia abbia compiuto altre condotte illecite. Nei giorni scorsi i Carabinieri di Tornimparte hanno acquisito le fatture emesse dalla struttura ricettiva di Alba Adriatica, spese il cui ammontare supererebbe la somma di 50 mila euro. Soldi indebitamente elargiti dalla Protezione civile e che invece dovrà essere restituita per intero dalla coppia di malfattori che rischia di vedersi notificare anche l'ordinanza di una misura cautelare in carcere. Il capitano D'Alesio ha annunciato che le verifiche sulle assegnazioni degli alloggi del progetto "Case" e dei Map, sull'autonoma sistemazione e sulle altre soluzioni abitative, continueranno ininterrottamente e sono appunto finalizzate a smascherare tutti coloro che hanno ottenuto indebitamente ogni tipo di beneficio.
Nel contempo, anche i Comuni vanno avanti con i controlli, come conferma l'assessore al Sociale del Comune dell'Aquila, Giustino Masciocco: «La caccia agli abusivi del progetto Case, che sta portando alla revoca di assegnazioni per decine di appartamenti, non cesserà». Una ricognizione degli alloggi del progetto Case e dei Map è sollecitata da Stefano Frezza di Epicentro Solidale, che chiede come mai ci siano «complessivamente oltre duecento case pronte e completamente vuote a fronte di migliaia di persone che ancora alloggiano negli alberghi». «Risparmiando tutti questi soldi si sarebbe potuto evitare di emanare un'ordinanza così iniqua e discriminatoria che concede l'aumento dell'autonoma sistemazione solo a pochi fortunati» conclude.

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