La Sicilia pur vantando un ricco patrimonio artistico e culturale è povera di idee e di progetti di sviluppo. Il servizio dei trasporti pubblici, ad esempio rispetto alle grandi metropoli del Nord dove tutto sembra all'avanguardia. Soffermandoci sul panorama agrigentino risalta all'occhio di tutti la difficoltà di muoversi in autonomia all'interno della propria provincia, a meno che non si possegga un proprio mezzo di trasporto. Per ragioni pratiche ed anche economiche, molti dichiarano di preferire una bella passeggiata a piedi, o in alternativa l'autobus, per sbrigare le commissioni giornaliere. Ma la qualità dei servizi offerti dalla nostra provincia sembra non soddisfare a pieno le esigenze: «Muoversi a piedi è difficile nella nostra città, specialmente se abiti in un quartiere e devi spostarti al centro». Secondo Teresa Cipolla, residente a Fontanelle, i servizi pubblici non permettono di muoversi in autonomia: «Purtroppo Agrigento è arretrata nel settore dei trasporti pubblici. Gli autobus passano ogni ora e basterebbe un secondo di ritardo per perdere la coincidenza e dunque, del tempo prezioso. Inoltre le corse possono addirittura saltare o ritardare di molto». Possedere un mezzo di trasporto è dunque una vera e propria necessità. Ma bisogna non dare per scontato che tutti lo posseggano. Secondo una piccola indagine, alcune donne hanno dichiarato di non avere molta dimestichezza nella guida; molti giovani, invece, confessano di usare la macchina dei genitori. Per alcuni minorenni il tanto desiderato motorino diventa un sogno troppo costoso. Per ragioni economiche e pratiche alcuni, specialmente anziani, farebbero a meno di un'utilitaria se potessero contare sull'efficienza dei servizi pubblici. La mancanza di un servizio di trasporti pubblici efficiente non è una scomoda realtà circoscritta alla sola provincia agrigentina, ma un problema dell'intera regione siciliana. C'e chi, per ragioni lavorative, è costretto a spostarsi da una provincia all'altra, aggrappandosi alla possibilità del mezzo pubblico. Il collegamento stradale e ferroviario sembra essere colpito ancora una volta dallo stesso malessere. «Per raggiungere Bagheria prendo due treni e impiego 7 ore tra andata e ritorno. E la faccio tutti i giorni» spiega Enza Cavaleri, residente nell'agrigentino, ma insegnante nel palermitano. «Non esistono - ha aggiunto - dei collegamenti diretti, bisogna accontentarsi di treni vecchissimi che a malapena funzionano. Adesso addirittura, si sente dire che potrebbero essere soppresse alcune corse da Palermo per Bagheria: se ciò dovesse accadereprosegue- non avrei più modo di recarmi regolarmente al lavoro». L'anno prossimo ricorrerà il 150° anniversario dell'Unità d'Italia: eppure molte delle rotaie siciliane sulle quali oggi si viaggia, sono le stesse costruite dai Borboni, un' isola sempre più arretrata e lontana dagli standard europei di efficienza, che nell'epoca della Tav, degli Eurostar e della «Freccia Rossa», può contare sulla «Freccia Rotta» e sul carretto siciliano, vero simbolo dei mezzi di trasporto sull'isola.