MONTESILVANO - Non era questo il momento di aumentarsi gli stipendi. Secco e lapidario il commento della piazza alla notizia del provvedimento che che ha fissato i nuovi emolumenti per sindaco e assessori e nuovo gettone di presenza per i consiglieri. «In tutta questa vicenda la politica non c'entra - precisa il dirigente Sandro Bruno Terenzi - si tratta solo di applicare la normativa in materia. L'aumento è scattato perché si sono verificate tre precise circostanze (legate al numero dei residenti, alla fluttuazione anagrafica, alle entrate proprie del Comune superiori alla media regionale ecc.) E le relative certificazioni dell'Aptr e del dirigente del settore finanziario hanno attestato il diritto ad applicare gli aumenti». Come dire che il dirigente non poteva non firmare. Sarebbe stato compito dei politici invece bloccare queste ulteriori spese per il Comune, in un momento in cui molte famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese.
La "manovra" graverà per 100 mila euro in più sul bilancio. In soldoni al sindaco andranno mnesilmente 500 euro in più, al vice De Vincentiis 400, al presidente del consiglio Catone 300, ai consiglieri 173 euro. Si "appesantisce" anche il gettore si presenza nelle commissioni che passa da 32,54 a 39,77 euro. E proprio contro quest'ultime tuona l'avvocato Leo Brocchi: «Producono molto poco, in rapporto alle convocazioni. Gli scaldasedie non possono essere premiati. Piuttosto modificherei il regolamento; l'ho già proposto al sindaco. Le indennità vanno distribuite non a pioggia o solo perchè si è presenti, ma in base alla produttività dei singoli commissari». Sulla inconsistenza operativa di certe commissioni (qualcuna non si riunisce quasi mai) sono in molti, fra gli stessi consiglieri, a lamentarsi ed il passaparola giunge fino in piazza, alimentando commenti poco benevoli.