MONTESILVANO. È stato un «dovere» aumentare gli stipendi di tutti i politici di Montesilvano. È scritto sulla determina dirigenziale 88 del 16 marzo 2010 che ha dato il via libera alla «rideterminazione delle indennità e gettoni di presenza»: 692,05 euro lordi in più al mese per il sindaco Pasquale Cordoma, 380,63 per il vicesindaco Ernesto De Vincentiis, 311,43 per il presidente del consiglio Vittorio Catone e gli assessori, 173 per i consiglieri. In un anno, il Comune brucerà 103 mila euro in più per la casta. E la politica non rinuncia agli stipendi ritoccati al rialzo.
«Nessuno ha chiesto al dirigente Sandro Terenzi di predisporre gli aumenti degli stipendi per gli amministratori», afferma il sindaco Pasquale Cordoma che, dal prossimo mese, avrà uno stipendio di 3.806,29 euro lordi, «non è stata la politica a chiedere più soldi ma siccome lo prevede la legge non si può rinunciare alle indennità nè è possibile tagliarle».
Ma anche se la politica non li ha richiesti, sarà la politica a beneficiare degli stipendi ritoccati al rialzo: in un anno il sindaco Cordoma percepirà 8.304 euro in più, il vicesindaco Ernesto De Vincentiis 4.567,56, il presidente del consiglio Vittorio Catone e gli assessori Manola Musa, Carlo Tereo de Landerset, Dante Rosati, Emidio Di Felice, Pietro Gabriele, Mimmo Di Giacomo e Claudio Daventura 3.737,16 a testa. Per i 29 consiglieri, con l'aumento del gettone di presenza da 32,54 a 39,77 euro, la crescita dello stipendio mensile è di 173 euro lordi: il tetto massimo sale a 951 euro.
«La polemica sui costi della politica non è priva di fondamento», afferma Leo Brocchi, consigliere del gruppo Proposta liberale europea che denuncia la presenza in Comune del «partito degli scaldasedia»: «Sono pochissime le sedute di commissione dedicate a problematiche di rilievo, basta scorrere gli ordini del giorno. Frequento con il contagocce le sedute perché non mi piace il ruolo di segnaposto a spese altrui e sono pochi gli amministratori la cui concludenza giustifica l'indennità che grava sulla collettività». La proposta? «Indennità di risultato. Cordoma teme la sfiducia dalla maggioranza silenziosa, trasversale e potente del partito degli scaldasedia?».
Sono quattro le ragioni alla base degli incrementi degli stipendi secondo la determina 88. La prima autorizza un rialzo del 5 per cento e riguarda la popolazione: «Il Comune di Montesilvano è interessato da una fluttuazione stagionale superiore al 52 per cento di incremento del parametro della popolazione dimorante come attestato dall'Aptr di Pescara». La seconda dà diritto al 3 per cento in più per il bilancio: «Il rapporto fra le entrate proprie dell'ente e il totale generale delle entrate risulta superiore alla media regionale per fasce demografiche». La terza attribuisce un altro 2 per cento in più a causa della spesa virtuosa per i cittadini: «La spesa corrente per cittadino è superiore alla media, 638,23 euro contro 530,04». La quarta motivazione è «un chiarimento» della Corte dei conti che ha ritenuto, il 21 dicembre 2009, appena tre mesi e mezzo fa, «non più vigente» il taglio del 10 per cento delle indennità degli amministratori assestato dalla finanziaria del 2006.
Con queste premesse, dice la determina 88, «rideterminare la misura delle indennità di funzione agli amministratori» è stato un «dovere».