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Pescara, 22/04/2026
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Data: 09/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi cancella le promozioni facili. Dopo l'ultima bordata di polemiche, il presidente fa dietro-front: la norma il 20 in Consiglio

PESCARA - Il penultimo atto va in onda ieri mattina all'Aquila. A un mese esatto e un mare di polemiche dopo il vialibera alla norma sui dirigenti d'oro, quella che mette i galloni da generale ai suoi più stretti collaboratori, Gianni Chiodi firma l'indietro tutta. Firma ieri mattina in tutta fretta, dopo la lettura dei giornali e l'ennesima denuncia dell'Italia dei valori, dopo la bocciatura da parte del Pdl degli emendamenti dei dipietristi in Commissione bilancio che tentavano di rimediare alla "sveltina clientelare" come l'aveva definita lo stesso presidente della notte del 30 dicembre 2009. Firma messo alle strette dai suoi stessi impegni, quelli che lo avevano portato a giurare e spergiurare il 9 marzo scorso che avrebbe messo rimedio con un colpo di spugna, una «norma abrogativa» perchè lui di quell'emendamento-vergogna non sapeva nulla: «Sono stato imbrogliato da uno dei mie più fedeli collaboratori». Chi, non si è mai saputo. Sospetti tanti, proprio sul segretario generale Enrico Mazzarelli, l'uomo che aveva preso il posto di Lamberto Quarta nello staff del presidente. Il governatore però lo scagiona subito: è stato un mio collaboratore ma Mazzarelli no, non c'entra nulla.
Una sveltina: messa a segno a notte fonda, dopo una maratona consiliare lunga dodici ore. All'insaputa di tutti qualcuno infila nella finanziaria 2010 un emendamento, classificato "irricevibile" e che quindi non doveva essere approvato, che mette i galloni da dirigente proprio ai fedelissimi del presidente. E in più allunga ai 70 anni l'età per la pensione dei dirigenti regionali. Non se ne accorge nessuno, almeno così dicono sia Chiodi che il capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante che l'opposizione. Se ne accorge guardaunpo' il ministro Fitto che impugna la legge. E l'emendamento-vergogna finisce sul "Messaggero". Ieri il dietro-front. Chiodi detta all'Ansa poche ed esplicite righe: «Il presidente della Regione ha firmato il disegno di legge che di fatto, modifica la norma non condivisa, ed eccepita successivamente dal governo, che riguarda la composizione giuridica del segretariato generale della presidenza e l'età pensionabile dei direttori generali». La proposta sarà esaminata lunedì prossimo dalla gunta regionale. «Si tratta di commi inseriti con un emendamento alla finanziaria 2010 in consigliio. Una volta passata in giunta - aggiunge Chiodi, la proposta andrà in consiglio regionale per l'approvazione per poter finalmente apporre la parola fine a questa vicenda».
Ma il primo a ribellarsi era stato il presidente della Commissione Bilancio Emilio Nasuti: «La Commissione bilancio ha bocciato gli emendamenti dell'Italia dei valori soltanto perchè erano tecnicamente sbagliati in quanto agganciati a una variazione di bilancio. Io l'ho fatto presente al consigliere D'Alessandro garantendogli che la norma sarebbe comunque stata inserita all'ordine del giorno del prossimo consiglio regionale il 20 aprile. Ma lui strumentalmente se li è fatti bocciare proprio per poter finire sui giornali. A me non sta bene: lui conosceva il nostro impegno, l'impegno dello stesso presidente a mettere rimedio a una norma che tra l'altro è stata impugnata dal governo».
Insomma nessuna faccia tosta: il Pdl era pronto già dall'ultimo consiglio regionale a fare marcia indietro, secondo Nasuti, ed era stata soltanto la manifestazione dei dipendenti di Villa Pini a indurre i capigruppo a cancellare la norma dal calendario dei lavori. Tutto rimandato al 20 aprile: quel giorno però non ci saranno scuse.

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