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Pescara, 22/04/2026
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Data: 09/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ranghelli: «Dimissioni? Neanche per sogno». Il sindaco e CityModa: «Ma se sono stato io a farlo chiudere»

SPOLTORE. «Mi hanno contestato CityModa. Ma come? Proprio io che sono stato l'unico a farlo chiudere».
Il sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, da mercoledì iscritto sul registro degli indagati insieme ad altre sette persone tra cui l'ex presidente del consiglio regionale Marino Roselli, a metà mattinata è al suo posto in Comune per svolgere la sua regolare attività.
Scambia due chiacchiere con il presidente del consiglio Valerio Spadaccini che, dopo aver parcheggiato la propria macchina, dice: «Sto andando da Franco, non so nulla, mi hanno raccontato, ma non so nulla di preciso».
Poi Ranghelli gira per le stanze del Comune ricevendo anche cittadini. «Dimettermi? Non ci ho neanche pensato», assicura il sindaco nel suo completo blu mentre si aggira con fare frenetico in Comune. «Sono tranquillo perché penso di aver lavorato bene e sono stati tanti i cittadini ad avermi dimostrato la loro solidarietà. Li ringrazio».
Nel piazzale del municipio, l'assessore allo Sport Vincenzo Crusco, che non è coinvolto nell'inchiesta che ha travolto l'amministrazione, fuma una sigaretta e garantisce: «Questa ammininistrazione è fatta da persone oneste e noi abbiamo fiducia nella magistratura».
Nei bar, il Comune sotto inchiesta diventa l'argomento per accompagnare il caffè. «Se sono lazzaroni pagheranno, se non lo sono meglio così». La cittadella della moda di Santa Teresa è l'ultima grande opera arrivata a Spoltore. Il titolare è l'imprenditore pugliese Giancarlo Fiore, che ha scelto l'Abruzzo per aprire l'outlet che raccoglie 300 griffe.
Ma come spesso accade per i progetti del Comune di Spoltore, l'apertura del centro è stata molto tormentata: è accaduto anche per l'approvazione del piano di recupero delle due torri a ridosso del fiume e del piano della ditta Di Gregorio che, in ambedue i casi, hanno richiesto l'intervento di un commissario ad acta. Ufficialmente, CityModa ha aperto a novembre dello scorso anno dopo un lungo strascico.
«Cresce l'attesa per l'apertura» e «nuovi intoppi per il centro commerciale»: è questa l'alternanza che ha subìto il centro prima di arrivare all'apertura. I problemi erano stati vari e il sindaco, a metà luglio, aveva sospeso le attività del centro aspettando il completamento «dei lavori per rendere agibili le uscite di sicurezza, rendere sicuro l'accesso al centro da parte dell'utenza e per il certificato di agibilità». Questi erano stati i motivi per cui Ranghelli aveva sospeso l'attività di CityModa. Fiore, oggi, risulta tra gli indagati per corruzione. «Collaudo falso del centro, opere di urbanizzazione ancora da terminare e struttura parzialmente realizzata»: queste le contestazioni rivolte dal sostituto procuratore Gennaro Varone all'imprenditore i cui uffici in Puglia sono stati perquisiti.

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