Redditi in calo nel 2009 come non accadeva da vent'anni. Continuano intanto le polemica sul caro benzina e il governo pensa a interventi sull'iva.
Nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,8% rispetto al 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che si tratta della riduzione più significativa a partire dagli anni '90, da quando sono a disposizione le serie storiche.
Nel quarto trimestre 2009 il reddito disponibile delle famiglie (il settore comprende le famiglie consumatrici, quelle produttrici e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) è diminuito dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta dello 0,1%. Su base tendenziale il reddito è calato del 2,8% mentre la spesa dell'1,9%.
Cala propensione al risparmio. In linea con il calo del reddito, il potere d'acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto all'anno precedente. Cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel quarto trimestre è stata pari al 14% (come nel trimestre precedente), lo 0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2008.
Meno investimenti. È proseguita poi la flessione del tasso di investimento delle famiglie, che nel quarto trimestre si è attestato all'8,8% (-0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente), risentendo di una riduzione degli investimenti (-2,2%) molto superiore a quella del reddito disponibile (-0,2%). Rispetto al 2008 il tasso di investimento si è ridotto dello 0,7 punti percentuali.
Carburanti, nuovi rincari. Dopo quasi tre settimane di stasi, da questa mattina Agip ha rotto gli indugi, aumentando di 1,4 centesimi il prezzo della benzina e di 1,7 centesimi quello del diesel, portandosi così rispettivamente a 1,422 e 1,252 euro/litro. I dati emergono dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it, dal quale si evince anche che Api-Ip è salita di 1,1 centesimi sulla verde fino a 1,419 euro/litro e di 1,4 centesimi sul gasolio, ora a 1,249 euro/litro. Tamoil è intervenuta sul diesel con un +0,5 centesimi sul diesel andando a 1,254 euro/litro. Le due compagnie italiane restano comunque al di sotto di Q8, Shell e Total, che si confermano ai massimi con la benzina a 1,424 euro/litro e il diesel a 1,254 euro/litro.
Il governo sta lavorando per dare «una risposta immediata», che riguarderà l'Iva, sulla questione dei prezzi della benzina ma anche per una riforma più strutturale che consenta all'Italia «un allineamento definitivo con gli altri Paesi. Per questo ci vorranno almeno tre anni, cioè dal 2013». Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, parlando a Omnibus Life su La7. Saglia ha detto che «il presidente del Consiglio ha chiesto al ministero una risposta immediata. Ci stiamo lavorando e può riguardare la sterilizzazione dell'Iva». Per quanto riguarda invece una riforma di più ampio respiro, il sottosegretario ha fatto presente che il governo lavorerà con le Regioni e ha sottolineato che «si può arrivare all'80% della rete» con self service.
I provvedimenti, che dovrebbero comunque essere presi di concerto con il Tesoro, potrebbero ricalcare quelli presi nel 2008 dal governo di Romano Prodi. A marzo di due anni fa, in seguito a fiammate dei prezzi che portarono la verde più o meno ai livelli attuali, dopo una lunga gestazione si arrivò al decreto per sterilizzare l'effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti. La norma, emanata in base alla Finanziaria 2008, prevedeva uno "sconto" fiscale di due centesimi per ogni litro di benzina o gasolio, con la conseguente restituzione agli automobilisti di una somma pari a circa 162 milioni di euro. La Finanziaria di quell'anno prevedeva infatti la possibilità di emanare - ogni tre mesi - un provvedimento che, attraverso un meccanismo sulle medie delle quotazioni del greggio, riducesse l'impatto del caro-carburanti assorbendo con l'accisa il maggior gettito Iva derivante dal rialzo della materia prima.
Nel 1999, invece, fu varato, per decreto, il cosiddetto bonus fiscale sulla benzina. Capo del governo era Massimo D'Alema. Nel luglio di quell'anno il prezzo della benzina sfondò per la prima volta la soglia delle 2.000 lire al litro e in autunno il governo varò una norma per tenere a freno i prezzi, prevedendo una riduzione di 30 lire (in seguito salita a 50 euro) al litro sul prezzo dei carburanti attraverso una detassazione, passata alle cronache come 'bonus'.