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Pescara, 22/04/2026
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Data: 10/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ranghelli: «Dalle carte la verità sulle opere».L'urbanistica sotto inchiesta a Spoltore: il sindaco si difende e tira in ballo dirigenti e tecnici

«Sono sereno, ma affronto momenti di scoraggiamento». Franco Ranghelli, il sindaco di Spoltore, finito nell'occhio del ciclone per un connubio (ancora da dimostrare) tra politica e mattoni, si fa forza. L'inchiesta sull'urbanistica lo vede in cima alla lista degli indagati con l'accusa di corruzione. Lui si difende tirando in ballo anche l'amministrazione precedente e sulle scelte non esita a chiamare in causa i dirigenti e gli uffici tecnici: «Sono loro che preparano le carte che io firmo». Cimitero, torri sul fiume (due progetti simili), Arca, Citymoda, sviluppo residenziale: Ranghelli ha una spiegazione per giustificare le decisioni della sua amministrazione e che conta di dare al più presto agli inquirenti. «Citymoda? Fui io a sollevare perplessità sull'agibilità». «Il piano di recupero Di Gregorio sul fiume? Dagli atti si capisce perché è stato bocciato dal consiglio: cubature di terreno che non esistono perché il suolo è stato eroso dal fiume, standard di costruzione non rispettati, difficoltà nel capire l'accessibilità tra pubblico e privato. Ma non sono mai entrato nelle valutazioni tecniche che spettano agli uffici. Le due torri? Non sono state un progetto di questa amministrazione: l'idea, nata nel 1994, è incappata in lungaggini fino a settembre 2008, quindi è stata tenuta altri dieci mesi nel cassetto e alla fine non siamo stati in grado di approvarla: lo ha fatto il commissario ad acta della Provincia». Cioè l'architetto Pierluigi Della Valle, che ha stabilito l'edificabilità e che ha spiegato: «Il complesso dista 20-25 metri dal fiume e l'intervento era assoggettato al parere dei Beni ambientali. Per tre volte ho atteso invano che il consiglio comunale di Spoltore si pronunciasse. Alla fine sono intervenuto. E' stato un rospo che ho dovuto inghiottire». Discorso cui si riaggancia l'avvocato Germano Belli di Chieti, rappresentante dell'impresa proponente il progetto analogo, il quale ipotizza una valutazione usando i classici due pesi e due misure. Anche perché, questo secondo e simile progetto è a distanza doppia dall'alveo del fiume rispetto all'altro. C'è poi la carta di Aalborg, approvata dall'allora commissario prefettizio Antonio Dandolo (poi direttore generale nell'amministrazione D'Alfonso a Pescara) che scongiurava di sventrare colline e cementare selvaggiamente. Com'è invece avvenuto grazie all'azione di imprenditori, amministratori, traghettatori di voti scesi a patti col centrosinistra come col centrodestra. I risultati sono sotto la lente d'ingrandimento della magistratura.
Intanto a Spoltore si divide tra chi attende sviluppi dell'inchiesta e chi già grida al complotto e si schiera con Ranghelli e gli altri sette indagati. Giovedì sera, alla sede Acli, c'è stata una (sparuta) adunanza di solidarietà al sindaco, che a dimettersi non pensa proprio. Anzi, insiste a voler chiarire: «Il cimitero? C'era pendente un'azione perché la proprietà aveva fatto ricorso al Tar. Nel vecchio sito avevamo messo loculi anche negli spazi calpestabili - ha detto Ranghelli -. L'Arca? Anche se sono il firmatario della delibera che ha avviato il contenzioso, tutto parte da lontano, da Renzetti sindaco, dall'accordo che scomputa il costo di costruzione. Con l'avvocato Cerulli Irelli abbiamo ribadito che tale abbuono non si può fare e chiesto d'essere pagati. Le nostre ragioni contro le loro: staremo a vedere".

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