SULMONA. Della fermata dell'autobus e dei Map (Moduli abitativi provvisori), garantiti dagli amministratori comunali a febbraio, non c'è ancora alcuna traccia. Dopo un momento di notorietà, sulla scia anche dello sciopero della fame di Rosanna Sebastiani, gli sfollati sulmonesi sono tornati invisibili. Garanzie sui Map e sulle fermate degli autobus nei pressi degli hotel erano arrivate il 24 febbraio dal sindaco Fabio Federico, dall'assessore Enea Di Ianni e dal presidente del consiglio Nicola Angelucci. Da allora sono state realizzate solo delle strisce pedonali, nei pressi di uno degli hotel con il maggior numero di sfollati. Di nuovo per loro c'è solo l'assistenza psicologica, avviata dalla Protezione civile, soprattutto per anziani e bambini, privati da più di anno di una normale quotidianità. «La burocrazia è peggio del terremoto» spiegano gli sfollati degli hotel (63 su 968) «vediamo ogni giorno negarci le minime cose come una banalissima fermata dell'autobus per motivi burocratici. Stessa cosa per i Map, che nascono come funghi nei paesi limitrofi. Vogliamo giustizia e fatti concreti».