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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi: «Il governo non ha poteri». Da Parma affondo sulla Corte costituzionale («organo politico») e «certi magistrati»

«La Consulta non è più un organo di garanzia, fa interessi di parte» Riordinerò la giustizia e il fisco»

ROMA. Il governo lavorerà per «liberare i cittadini e gli imprenditori dall'oppressione burocratica, fiscale e giudiziaria e avere un paese che finalmente funziona». Pesante affondo di Silvio Berlusconi sulla Corte costituzionale e su «certa magistratura» davanti alla platea di Confidustria.
Per il premier quella della giustizia «è una situazione grave» e la Consulta «da organo di garanzia è divenuto organo politico» perchè «abroga le leggi che non piacciono ai pm e ai giudici di Magistratura Democratica». Questo perché «è il frutto di tre successivi presidenti della Repubblica di area di sinistra e si hanno 11 menbri sempre dell'area di sinistra». Berlusconi presenta al Forum di Confindustria di Parma la sua agenda delle riforme ma nella maggioranza c'è maretta. Al gelo tra Fini e Berlusconi si è aggiunta la distanza con la Lega. Umberto Bossi torna infatti a rivendicare la regia della partita. «A trattare ci pensiamo noi», insiste. Il leader del Carroccio condivide l'appello di Napolitano a evitare dibattiti inutili. «Per non sprecare la legislatura e procedere speditamente e con la necessaria condivisione sulle riforme: entro la fine dell'anno saranno una realtà». Quanto a Roberto Calderoli, che Berlusconi ha bollato come «Achille più veloce» per aver portato al capo dello Stato la bozza della riforme, Bossi avverte: «la proposta di Roberto Calderoli è anche la mia». E c'è il nuovo attacco del "Giornale" al presidente della Camera. Vittorio Feltri, direttore del quotidiano dei Berlusconi, attacca Gianfranco Fini che, dice, sarebbe a favore del doppio turno per cacciare Berlusconi, «ha talmente in antipatia Silvio che pur di toglierselo di torno è pronto a dare una mano ai suoi avversari». Ma i finiani non fanno passi indietro. Italo Bocchino, per evitare l'ennesimo dibattito sterile, chiede una road map sulle riforme. «Dobbiamo prestare la massima attenzione alle riforme economico-sociali e al fisco. Quanto alle riforme costituzionali è evidente che presuppongono una nuova legge elettorale».
Ma torniano a Parma. Berlusconi lamenta gli scarsi poteri dell'esecutivo. «I padri costituenti hanno temuto prima di qualunque altra cose che si potesse tornare a condizioni di regime: è venuto fuori un assetto che dà tutti i poteri alle assemblee, nella nostra Costituzione l'esecutivo non ha alcun potere», assicura. La riforma costituzionale andrà affrontata con il contributo di tutti ma l'orientamento della maggioranza è per una riforma semipresidenzialista sul modello francese con però l'elezione contemporanea del Parlamento e del presidente del consiglio. L'obiettivo è quello di «dare al presidente del consiglio gli stessi poteri che hanno i suoi colleghi europei». Quanto alle priorità è la riforma della giustizia in cima ai pensieri del premier. «Io sono il più grande imputato a livello europeo, queste cose le so, anche se contro di me sono state processi ridicoli solo a scopo politico», scandisce, Berlusconi promette un ammodernamento del penale, la velocizzazione del civile e la separazione delle carriere di pubblici ministeri e giudici.
Il Cavaliere sottolinea che parlerà con tutti per trovare una convergenza sulle riforme ma poi aggiunge che il suo Governo «ha una maggioranza solida e coesa» e, soprattutto, «ha i numeri per far approvare dal Parlamento un programma di riforme che i governi precedenti non hanno mai potuto fare». Un messaggio a Fini e alla parte del centrodestra che pretende di discutere i modelli a cui ispirarsi e la scaletta delle priorità.

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