PESCARA. «Invece di cambiare l'auto blu, la Gtm dovrebbe pensare alla sicurezza degli autisti dei bus». Un'ondata di critiche da parte di sindacati e forze politiche del centrosinistra si è abbattuta ieri sull'azienda di trasporto pubblico, che ha deciso di acquistare una Audi A6, del valore di oltre 70mila euro, per sostituire la vecchia macchina di rappresentanza, un'Alfa 166 del 2002.
La notizia, apparsa ieri sul Centro, ha suscitato indignazione soprattutto tra le organizzazioni dei lavoratori che sono sul piede di guerra, perché proprio alcune settimane fa hanno aperto una vertenza nei confronti della società per presunte inadempienze nell'applicazione del contratto di categoria. Critiche sono giunte, oltreché dai politici, anche da un comitato dei dipendenti che ha inviato una lettera alla redazione per denunciare i problemi riscontrati all'interno dei luoghi di lavoro.
Tutto questo perché il consiglio di amministrazione ha deciso di rinnovare l'auto di rappresentanza. Un provvedimento che il presidente della Gtm Michele Russo ha definito di normale routine per un'azienda con un bilancio in utile di 400mila euro. Ma per i sindacati non lo è.
«Sono anni che chiediamo uno sportello all'interno degli autobus per separare il posto di guida dei conducenti dai passeggeri per ragioni di sicurezza», dicono i sindacati che intendono rimanere anonimi perché c'è una vertenza in corso, «ma l'azienda non ci ha mai risposto e ora veniamo a sapere che spenderà oltre 70mila euro per un'auto superlussuosa». «Non parliamo poi della mancata manutenzione degli autobus e delle officine abbandonate a se stesse, perché non c'è più il dirigente del settore», hanno proseguito. Stessa situazione di disagio è stata denunciata dal comitato dei dipendenti in una lettera intitolata «Via Crucis degli autisti». Nell'elencare tutte le cose che non vanno, il comitato giunge alla conclusione: «Non è più possibile tollerare le conseguenze del pressapochismo con cui la dirigenza aziendale ha finora gestito un aspetto delicato del nostro lavoro. Questi illuminati gestori ora hanno pensato bene di dare una svolta a tutto ciò acquistando un'auto più confortevole e sicura per la dirigenza». Critiche sono giunte anche dal mondo politico. «La Gtm compra un'auto 3.000 di cilindrata quando c'è gente che va alla mensa dei poveri», ha commentato Fausto Di Nisio (Idv). «L'azienda si occupi di più dei problemi dei dipendenti», ha suggerito Moreno Di Pietrantonio (Pd).