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Pescara, 22/04/2026
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Data: 12/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Strade, ferrovie e asili nido. Ecco gli impegni che prendo con i cittadini del Lazio di Renata Polverini

GENTILE direttore,
rispondo volentieri alle domande
che mi ha rivolto da queste colonne Pietro Calabrese, innanzitutto perché il suo pensiero corrisponde al mio modo di fare e di agire. Anche io penso che la politica debba fare un bagno di pragmatismo, tornando ai bisogni dei cittadini e mettendo al bando alchimie, chiacchiere e manovre di ogni genere. Questa visione l'ho già messa in campo durante una campagna elettorale durissima e complessa. Quando la scena sembrava dominata da temi del tutto diversi, io ho continuato a macinare chilometri su chilometri della nostra regione, parlando esclusivamente dei problemi del Lazio e delle loro possibili soluzioni. Tre mesi intensissimi, centinaia di incontri non di semplice propaganda, ma di confronti propositivi e di merito, che oggi ci consentono di avviare l'esperienza di governo con un programma chiaro e concreto. Sono 60 puntuali e dettagliate azioni di governo, che comprendono anche i tre temi citati da Calabrese: le infrastrutture, la mobilità e i servizi all'infanzia.
In particolare mi è chiarissima la necessità dell'adeguamento della Roma-Latina, sottolineata anche dall'inchiesta del suo giornale: non è più possibile assistere allo stillicidio di incidenti quotidiani. Mi impegno a mettere in campo da subito tutte le risorse disponibili per la messa in sicurezza dell'arteria. Ma sul piano della viabilità regionale andremo molto oltre: vogliamo potenziare il corridoio tirrenico settentrionale verso Grosseto, riprendere il progetto del corridoio tirrenico meridionale da Fiumicino a Formia, completare la Orte-Civitavecchia, la Cassia bis e la Ferentino-Sora, raddoppiare la Salaria e realizzare la Cisterna-Valmontone. A questo fine promuoveremo rapidamente un Accordo di programma quadro con il ministero delle Infrastrutture, il comune di Roma e le province del Lazio proprio per indirizzare le risorse su questi investimenti prioritari.
Ci muoveremo nello stesso modo per portare ad efficienza le linee ferroviarie regionali, tema su cui il fallimento della giunta uscente è stato evidente: solo lo 0,13% del bilancio indirizzato verso i servizi ferroviari, e nessun rispetto del contratto di servizio da parte di Trenitalia. Il risultato sono i treni in ritardo, la scarsa pulizia dei vagoni, i servizi igienici inutilizzabili.
Una mobilità accessibile ed efficiente si garantisce con investimenti nelle infrastrutture del trasporto pubblico regionale e nel materiale rotabile. Solo così si potrà rilanciare il trasporto ferroviario da e verso la Capitale e le altre principali località laziali, e conquistare una effettiva integrazione ferro-gomma.
Nel nostro programma prevediamo interventi risolutivi per tutte le linee ferroviarie regionali, sia nelle tratte che nel cadenzamento dei treni. Tra gli obiettivi il raddoppio della FR3 da Cesano a Bracciano e della FR8 da Campoleone ad Aprilia, il potenziamento della FR4 dai Castelli Romani e i collegamenti con la provincia di Frosinone, risposte puntuali ai pendolari e ai turisti che provengono da Civitavecchia, migliori collegamenti tra Viterbo e Rieti e la Capitale. Tutti temi su cui aprire un tavolo di confronto con Trenitalia, che dovrà garantire l'attuazione effettiva del contratto di servizio, assicurando puntualità e confort nel viaggio, ma anche reinvestendo nel Lazio gli introiti dei servizi ferroviari e rafforzandone la rete.
Contemporaneamente, insieme agli enti locali dobbiamo avviare una grande operazione di messa in sicurezza delle stazioni ferroviarie. Le risorse sono in parte disponibili, ma mancano i progetti. Le stazioni devono diventare luoghi accoglienti, dove i pendolari, soprattutto le donne, possono sostare in tutta sicurezza, senza temere per la propria incolumità.
Infine, sugli asili nido. La copertura di servizi all'infanzia nel Lazio è assolutamente inferiore rispetto alle esigenze di una società dinamica ed alle tante donne impegnate nel mondo del lavoro. Per realizzare una rete adeguata e forte di asili nido è necessario coinvolgere il terzo settore, le parti sociali, il privato, in un'ottica di sussidiarietà. Ci sono esperienze positive nella sola Capitale le strutture private accreditate sono oltre 400, anche se con una forte differenza sul territorio, dalle 3 strutture nel Municipio VI alle 43 del Municipio XIII che è importante valorizzare e prendere a modello.
Una efficace politica per le famiglie deve muovere dal sostegno concreto alle giovani coppie, così da favorire la natalità. Oltre a forme agevolate di accesso alla casa e al sostegno economico diretto per contrastare la povertà infantile, abbiamo in programma di sviluppare e potenziare l'offerta dei servizi socio-assistenziali per la prima infanzia, attraverso gli asili nido, la figura della tagesmutter, la tata condominiale, nonché sostenendo la realizzazione di micro nidi nei luoghi di lavoro.
Anche in questo caso ci faremo promotori di una intesa con le parti sociali a favore dell'introduzione di misure di conciliazione, come orari flessibili, asili nido aziendali, voucher di conciliazione. È infine nostro obiettivo primario pure quello del riordino legislativo; le norme che regolano i servizi alla prima infanzia sono datate, per cui è necessario un intervento di semplificazione a tutto vantaggio dei cittadini utenti e di coloro che vogliono lavorare con i bambini.
Ecco le mie risposte alle tre domande, cui aggiungo una quarta considerazione. Pur comprendendo lo scetticismo di Calabrese, conto di fare molto e bene per la sanità della regione. È al centro della mia mission non solo il rientro dal debito, ma la realizzazione di un sistema sanitario avanzato, umano e moderno.
Spero di essere stata chiara. D'altronde verificheremo insieme l'attuazione di questo programma, passo dopo passo: il mio metodo di lavoro sarà costantemente improntato al dialogo ed alla verifica con l'opinione pubblica e con i cittadini del Lazio degli impegni presi.
Mi lasci concludere dicendo a Calabrese che, certo, il mio dovere principale sarà amministrare bene la regione dopo anni di malgoverno e di cattiva gestione. Ma non ho nessuna intenzione di lasciare ad altri la cosiddetta "grande politica". La regione della Capitale d'Italia ha bisogno di una buona amministrazione, ma anche i cittadini del Lazio sono interessati ad avere istituzioni meglio funzionanti e leggi elettorali più efficaci. Ed io non penso che ci sia una sorta di linea di demarcazione tra un buon amministratore ed un buon politico. L'importante è che, su qualunque fronte si agisca, lo si faccia nell'interesse dei cittadini.

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