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Pescara, 22/04/2026
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Data: 13/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Discobus a Pescara, danno per Chieti». Commercianti e associazioni contro il progetto che porta i ragazzi a ballare sulla costa

CHIETI «Basta portare i giovani fuori dalla nostra città. Gli enti lavorino per migliorare la vivibilità di un capoluogo che rischia di diventare un semplice punto sulla cartina geografica». Gli esercenti teatini, in particolare i titolari di pub e discobar, al pari delle associazioni di categoria, bocciano il Discobus. Il pullman che nello scorso fine settimana ha portato quasi 150 giovani di Chieti e provincia in una discoteca di Pescara dopo un tragitto itinerante partito da Ortona. L'iniziativa, lanciata dall'assessore provinciale alle politiche giovanili Silvio Tavoletta, ha l'obiettivo di combattere il triste fenomeno delle stragi del sabato sera.
Il fine del progetto, ovviamente, trova tutti d'accordo.
Molto meno gli effetti che un servizio di trasporto serale, a conti fatti gratuito, provoca nella già lacerata economia cittadina.
Il problema è ormai annoso: a Chieti ci sono pochi locali di intrattenimento notturno.
Un'anomalia bella e buona considerando che l'antica Teate ospita un affollato ateneo universitario. Una risorsa per ogni città italiana tranne che, inspiegabilmente, per Chieti. A farne le spese l'identità della città che continua ad essere inghiottita dal dinamismo della vicina Pescara.
Le associazioni di categoria protestano e chiedono un'immediata inversione di rotta.
Anche perché il caso Discobus ha sollevato un vespaio di polemiche tra i commercianti teatini.
«La Provincia», dice Daniele Giangiulli, direttore provinciale Confartigianato Chieti, «torni ad investire sul capoluogo invece di favorire la diaspora di giovani verso la costa. Non contesto l'utilità dell'iniziativa ma la forma. Creiamo le condizioni per far divertire i ragazzi, universitari in primis, in città rendendo fruibili i gioielli che abbiamo. Penso alla Civitella, al Supercinema e al campus universitario stesso».
Lido Legnini, direttore di zona Confesercenti, aggiunge. «L'iniziativa del Discobus è lodevole, sia chiaro. Però non si può sempre incentivare il divertimento fuori da Chieti perché altrimenti», avverte Legnini, «i pochi locali che ci sono chiuderanno bottega. Propongo di aprire una discoteca in città e di incentivare la realizzazione di una via dedicata al sano divertimento serale».
Meno drastica Marisa Tiberio, presidente delegazione Chieti Confcommercio. «Condivido lo spirito del progetto ideato dalla Provincia. Adesso l'augurio è che la nuova amministrazione rivitalizzi la città», afferma Tiberio, «in modo che il Discobus trasporti giovani a Chieti». La querelle ha provocato una serie di reazioni politiche dato che l'iniziativa Discobus è targata centro destra. Per l'opposizione parla Alessandro Marzoli, giovane consigliere comunale del Pd. «Concordo sugli obiettivi del progetto varato dalla Provincia ma è giunta l'ora di investire su Chieti e sui giovani che sono una risorsa. E' chiaro che il territorio al momento non offre quanto chiedono i ragazzi però», dice Marzoli, «non andiamo a penalizzare oltremodo i pochi volenterosi che investono in città».

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