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Pescara, 22/04/2026
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13/04/2010
Il Messaggero
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Aiop e Toto, due spine per Chiodi. Gli imprenditori non firmano, il deputato vara un disegno di legge |
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PESCARA - Neanche per sogno: non firmano gli imprenditori della sanità privata, non firmeranno oggi nè domani, e neppure il 21, l'ultimo giorno prima della sanzione. Vanno incontro alla sospensione degli accreditamenti e lo sanno bene: ed è questo che diranno oggi alla sub commissaria Giovanna Baraldi, i contratti non li firmiamo ma la colpa non è nostra. Le consegneranno una nota, poche righe per spiegare come e perchè si è arrivati a questo punto. La guerra delle cliniche imbocca oggi una strada senza ritorno: l'Aiop, l'associazione degli imprenditori della sanità privata, ha deciso nell'assemblea di ieri l'avanti tutta. Che significa: no su tutta la linea ai contratti-capestro imposti dalla Regione. Ma questo non vuol dire che i Pierangeli gli Spatocco i Petruzzi dicano no al dialogo, niente affatto. Gli imprenditori chiedono alla Regione di fare un punto e a capo, di rimettere il confronto sui binari della legalità e della correttezza, vogliono innanzitutto le cifre sulle quali il commissario si è ispirato per decretare i tagli, chiedono le carte e che vengano attuate le sentenze del Tar, tutte favorevoli alle cliniche. Vogliono sapere come si regolerà la Regione con Villa Pini ormai fallita, chiedono risposte, quelle che fino ad oggi non hanno avuto. Sulla Sanatrix, per esempio: la clinica dell'Aquila distrutta dal terremoto alla quale è stato assegnato un budget nonostante la casa di cura non sia più operativa dal giorno del terremoto. Sui conteggi che hanno portato alla determinazione dei tetti di spesa, tutti sbagliati secondo gli imprenditori. Incongruenze da spiegare, sostiene l'Aiop che ha giudicato insufficiente la risposta di Gianni Chiodi alla loro richiesta di esibire le cifre della sanità. Il commissario ha risposto trincerandosi dietro la privacy, i dati ve li do solo se c'è il consenso dei singoli imprenditori altrimenti nisba, ha scritto lui. C'è un'aria pesante, pesantissima nella sanità abruzzese e anche nel partito di maggioranza: dopo gli ultimi attacchi a Chiodi e Venturoni e le interrogazioni ai ministri Fazio e Tremonti, il parlamentare Daniele Toto ha convocato per oggi una conferenza stampa per presentare un disegno di legge sulla sanità. C'è attesa alla Regione per l'incontro di oggi con l'Aiop anche se Venturoni non si aspetta nulla di buono: «Io sono del parere che sia sempre meglio cercare di raggiungere un'intesa, ma se gli imprenditori non firmeranno noi saremo costretti ad andare avanti con la sospensione degli accreditamenti - spiega l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni - è così che funziona in tutta Italia, e l'Abruzzo non farà eccezione. Le cifre che l'Aiop sollecita le abbiamo fornite, a ognuno le proprie, quelle delle altre società non possono essere fornite». E intanto proprio in questi giorni Gianni Chiodi nella sua veste di commissario della sanità ha impugnato davanti al Tar l'ordinanza con cui l'ex sindaco di Chieti il 18 marzo scorso ordinava al commissario «di procedere al riaccreditamento predefinitivo di Villa Pini». Per Chiodi il sindaco di Chieti non ha titolo per firmare un'ordinanza del genere perchè, sostiene, «la normativa pone esclusivamente in capo alla Regione e al commissario il potere di adottare provvedimenti in materia di accreditamento». Per il presidente della Regione quindi non ci sono neppure esigenze di tutela della salute perchè, scrive, «nessuna problematica di natura assistenziale nei confronti dei cittadini abruzzesi è stata rappresentata in seguito alla sospensione dell'accreditamento, nè vi sono stati episodi di difficoltà nell'accedere ai servizi sanitari». «In sostanza - conclude Chiodi nel suo ricorso - il sindaco si è arrogato poteri assolutamente estranei alla propria competenza addirittura sfociando in una sorta di "cannibalismo" istituzionale». Ma che a rimetterci siano sempre i pazienti è un dato di fatto: basta vedere i turni di notte a cui sono costretti i radiologi di Pescara per smaltire le liste d'attesa per rendersene conto. Liste intasate anche a causa dello stop di Villa Pini.
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