"Sostituire la parola pistole con bombe a mano e trick track per la Polizia municipale. Scrivere portadocumenti al posto della parola borselli, anzi no, scrivere sacchetto. Oppure buste oppure zaini anzi zainetti. Marsupi, meglio scrivere marsupi in dotazione ai vigili urbani, questa la formula più corretta".
Per tutta la giornata di ieri centrodestra e centrosinistra hanno cercato l'intesa per una "rappacificazione": se non è arrivata, prepariamoci a un consiglio comunale sul bilancio con una sfilza di emendamenti (sono oltre 700) simili a quelli assurdi, ma veri, raccontati qui sopra. Prepariamoci cioè a una seduta-fiume all'insegna dell'ostruzionismo, alimentato dal centrosinistra e contrastato dal centrodestra: sarebbe la negazione della politica intesa come missione al servizio della collettività. «L'hanno voluta loro, votando la norma che ci vorrebbe impedire di discutere gli emendamenti al bilancio. Una norma vergognosa, voluta per zittirci e approvare in fretta il bilancio: se fosse giudicata illegittima - ha commentato Marco Alessandrini, capogruppo del Pd - rischierebbe di far annullare tutto quel che segue». «Nessun bavaglio all'opposizione - è la replica del capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri -. Siamo disponibili al confronto se finalizzato a migliorare la stesura del bilancio; ma non concederemo spazio all'ostruzionismo più deleterio e insensato».
Il ciclo di sedute sulla prima manovra finanziaria targata Luigi Mascia avrebbe dovuto cominciare ieri ma è stato rinviato di un giorno per accogliere in aula consiliare la camera ardente per Achille D'Alessandri, capo di gabinetto di sette sindaci, scomparso domenica. L'auspicio di molti, nei due poli, è che il presidente del consiglio comunale Licio Di Biase, arbitro della tenzone, riesca a mettere tutti d'accordo prima del via: se così non sarà, Di Biase potrebbe decidere di farsi da parte e lasciare presiedere i lavori al suo vice Santilli e tra i due poli sarebbe scontro senza limiti. Chissà che a favorire l'intesa non sia proprio il compianto Achille D'Alessandri, uomo di grandi doti umane e professionali, non ultima quella di mediatore: a portargli l'ultimo saluto ieri sono stati praticamente tutti e di ogni schieramento politico, ugualmente e sinceramente commossi per la sua scomparsa. L'atmosfera ideale, a Palazzo di città, per mettere da parte sentimenti di ostilità. Licio Di Biase ha avviato da ieri un giro di orizzonte per trovare la quadra. «Chiederò la disponibilità di tutti ma il dibattito va consentito, è evidente». Egli stesso, del resto, ha poco gradito la sveltina della Commissione Statuto che ha rivisto l'interpretazione della norma approfittando di una smagliatura nel regolamento: "gli emendamenti al bilancio si potranno presentare e andranno votati senza la discussione in aula", recita la decisione approvata nella commissione presieduta da Federica Chiavaroli. L'obiettivo è di chiudere presto e bene la pratica. Il centrodestra dovrà inoltre fronteggiare gli alleati capricciosi: teodoriani e catoniani minacciano di non partecipare ai lavori ovvero di non votare il bilancio. «Va consentito il confronto sugli emendamenti, a tutti va riconosciuto il diritto-dovere di dare un contributo di idee evitando però di scadere nell'ostruzionismo fine a se stesso - è l'appello di Roberto De Camillis dai banchi del centrosinistra - Del resto, anche l'allora consigliere Luigi Mascia, un anno e mezzo fa, difese la pratica dell'ostruzionismo costruttivo definendola "altamente democratica" ovvero "strumento democratico con cui l'opposizione può contaminare le scelte della maggioranza". Pare che da sindaco se ne sia dimenticato». «Siamo pronti ad ascoltare proposte concrete e migliorative, non consentiremo fiumi di parole su banalità» è l'altolà di Sospiri.