ROMA Il 31 dicembre del prossimo anno Termini Imerese chiuderą i battenti. E', per ora, l'unica certezza sul futuro dello stabilimento siciliano della Fiat. Molte le "manifestazioni di interesse" per l'acquisizione e la successiva riconversione dell'impianto, anzi il numero continua crescere. Al momento sono saliti a ventuno (si era partiti da sei) i gruppi industriali o le societą che sarebbero interessate all'operazione. Lo ha comunicato ieri al tavolo negoziale (incontro interlocutorio) al ministero dello Sviluppo il presidente di Invitalia, Domenico Arcuri, advisor per il governo. «Dal crescere delle ipotesi - ha spiegato Arcuri - cresce la possibilitą di un risultato positivo». Slitta, di conseguenza, la pubblicazione del bando internazionale.
Quattordici per adesso i progetti di acquisizione definiti «cantierabili», per undici di essi sarebbe gią stato definito un percorso per valutarne la «cantierabilitą» e per tre si starebbe ai nastri di partenza. Sei sarebbero le "manifestzioni di interesse" nel settore dell'automotive, uno nel settore dei media, tre nel manifatturiero, tre nella ricerca e uno nell'agricoltura. Tra i soggetti sicuramente interessati a Termini c'č la Cape dell'imprenditore siciliano Simone Cimino, la De Tomaso, il fondo cinese Hong Kong Tai (automotive) e Fen Tech (manifatturiero).
Intanto la Fiat ha annunciato che ricorrerą alla cassa integrazione a Mirafiori anche a maggio: saranno interessati gli Enti centrali (1.765 lavoratori), le Presse (860), la Costruzione stampi (130). L'Alfa Romeo prevede di vendere quest'anno oltre 120.000 unitą a fronte delle 110.000 del 2009 e delle 102.000 del 2008. Lo ha detto l'amministratore delegato, Harald Wester, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova Giulietta.