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Pescara, 22/04/2026
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Data: 14/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ecco la quarta giunta Cordoma, l'Udc frena. Daventura sarà il nuovo vice sindaco. Ma la tensione resta: oggi vertice di coalizione

MONTESILVANO. Con la firma sul decreto di nomina dei due nuovi assessori, nasce oggi la quarta giunta Cordoma. Entrano Ottavio De Martinis e Claudio Di Emanuele, ma a conquistare il posto più vicino al vertice è Claudio Daventura, che sarà il nuovo vice sindaco.
L'assessore al Commercio, dopo anni di lavoro sommesso, esce dal cilindro della crisi per conquistare le luci della ribalta grazie al fatto che, ricorda il sindaco, «adesso è il più votato del Pdl». In realtà ci sarebbe il vero uomo forte della maggioranza, Luigi Marchegiani: ma l'assunzione ai piani alti del capogruppo avrebbe aggiunto limiti alla giunta. Marchegiani, infatti, è un ex assessore della giunta Cantagallo ed è coinvolto assieme a primo cittadino nell'inchiesta sui concorsi pilotati. Per i bene informati, tuttavia, sarebbe stato proprio Marchegiani a non mettersi in gioco, in una situazione in cui tutti sembrano già pensare alle amministrative del 2012. Con l'ex vice sindaco Ernesto De Vincentiis e l'ex assessore Carlo Tereo de Landerset fuori gioco, infatti, sarebbero stati bruciati due possibili candidati sindaci per le prossime elezioni, e in una schiera assottigliata sarebbe più facile conquistare posizioni. Solo fantapolitica?
Di certo c'è, invece, che con allo slittamento delle liste determinato dalle dimissioni da consiglieri dei due nuovi assessori, novità sono previste anche per l'aula consiliare dove sui banchi del Pdl approderanno due volti nuovi, Massimo Cardone, proprietario dell'hotel Sea Lion, in quota Forza Italia, e Silvano Di Rodi, giovane imprenditore nel campo della comunicazione, proveniente da An. Crisi conclusa, dunque? Non esattamente. Il terremoto politico provocato dalle dimissioni di De Vincentiis e e Tereo de Landerset non ha ancora finito di produrre i suoi effetti. Ieri, infatti, in una giornata segnata ancora una volta da incontri ufficiali e conciliaboli in stanze e corridoi, l'Udc ha preteso chiarezza sulle ragioni della crisi e ha chiesto la convocazione di un tavolo politico di maggioranza in programma per questa mattina, alle 11, in Comune, presenti i segretari provinciali di tutti i partiti della coalizione. L'incontro, che potrebbe avere ricadute anche sull vicende di Pescara, è stato fissato nella tarda serata di ieri, al termine di un incontro di tre ore in cui si sono confrontati tutti gli esponenti della maggioranza, consiglieri e assessori. «Non vogliamo soluzioni semplicistiche, di fronte a problemi che si manifestano bisogna fare una riflessione» hanno sostenuto gli esponenti Udc, che hanno chiesto al sindaco Pasquale Cordoma di rimettere mano al programma e di rifare i conti sui tempi, con la misura dei due anni da affrontare prima della scadenza della consiliatura. Obiettivo: cancellare la sensazione di una amministrazione che finora è apparsa frenata. Alla riunione tutti presenti all'appello, a esclusione dei due esponenti di Rialzati Abruzzo, Giancarlo Cipolletti e Raffaele De Leonardis: il primo già da tempo lontano dalle posizioni della maggioranza, il secondo sempre meno presente in Comune.
Per capire se si sia trattato di assenze casuali o strategiche basterà aspettare un paio di settimane. Il 26 aprile, infatti, arriva in aula il bilancio firmato dall'assessore Emidio Di Felice: sulla carta la maggioranza ha numeri larghi per approvarlo, ma in una situazione di crisi le certezze scricchiolano, e deve essere così se tutti indicano la data come significativa per misurare la solidità dell'amministrazione. «Non siamo soli, il malumore è diffuso» hanno avvertito nei giorni scorsi i due «ribelli» dimettendosi. Tranquillo il sindaco: «Voteremo senza problemi». Al fronte dei delusi sarebbero ascritti anche Adriano Tocco e Stefania Di Nicola che ieri, però, avrebbero confermato il loro sì al bilancio, pur chiarendo che avrebbero preferito un intervento del partito precedente alle dimissioni, per evitare la rottura. Assieme ad almeno altri due consiglieri, sarebbero stati loro a rifiutarsi di avallare, sabato scorso, la rimozione di De Vincentiis e Tereo de Landerset, sentenziata dalla maggioranza dopo le dichiarazioni dei due sulla non ricandidabilità di Cordoma. Resta su posizioni neutre il presidente del consiglio Vittorio Catone, Democrazia cristiana per le autonomie: «Pensiamo alle cose serie» taglia corto. Del resto, se la maggioranza traballasse, potrebbe essere soccorsa da qualche esponente pietoso dell'opposizione. «La verità è che nessuno vuole andare a casa» fa un consigliere. Se il bilancio non venisse approvato, infatti, scatterebbe arriverebbe in Comune il commissario ad hoc, e la maggioranza dovrebbe prendere atto del fallimento.

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