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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
XXV° Congresso Fiom Cgil - Rinaldini: siamo a rischio. L'assise delle tute blu si apre con gli applausi a Emergency e i fischi a Fim e Uilm.

Rinaldini: è in discussione l'esistenza stessa del sindacato, nato "contro la pura logica di mercato, per affermare vincoli sociali alla competitività"

MONTESILVANO (Pescara). "Quando si invitano degli ospiti siamo abituati a discutere con loro. La democrazia va praticata per tutti. Noi della Fiom continuiamo a esprimere il nostro sostegno alle popolazioni dell'Aquila, continueremo a operare al loro fianco. Inoltre siamo con Emergency e Gino Strada, tesserato onorario. Siamo con Emergency, non con Karzai. Questo è un congresso straordinario". Così Gianni Rinaldini, rispondendo ai fischi dei delegati che erano stati appena indirizzati ai rappresentanti di Fim e Uilm, ospiti a Montesilvano, ha aperto il XXV congresso nazionale della Fiom. Un congresso straordinario per il momento in cui si svolge e per la situazione politica che viviamo.

Il segretario della Fiom è partito da lontano: dalla solidarietà e l'uguaglianza alla base della storia del sindacato. Valori che vengono messi in discussione dalla logica del mercato e della crisi, che mette in discussione perfino l'esistenza stessa del sindacato, che è nato "contro la pura logica di mercato, per affermare vincoli sociali alla competitività". Ovvero contro quelle logiche di mercato che generano le grandi disuguaglianze sociali che sono sotto gli occhi di tutti.

Una crisi "sistemica" assolutamente non riconducibile alla sola bolla finanziaria ma che implica l'intero coinvolgimento di "un modello di sviluppo e di consumi che ha assunto il mercato, la competitività e la libera circolazione di capitali come valori fondamentali a cui subordinare tutti gli aspetti della vita umana" e che soprattutto ha generato vere e proprie "sciocchezze" fino a considerare il conflitto sociale "eversivo" e l'antagonismo una "bestemmia". Questa l'analisi della crisi economica che ha investito il mondo, e i suoi ?nefasti' effetti, nelle parole di Rinaldini.

Secondo il leader delle tute blu della Cgil, il passaggio che ci attende non sarà semplice ma con fasi di instabilità. Eppure "tutto ciò non ha aperto alcun reale ripensamento, anche nella sinistra, del grande scempio che la deregolazione ha portato nel mondo del lavoro, come se le tutele, i diritti nel lavoro, fossero una utopia nel Novecento e l'intervento pubblico, dopo l'ubriacatura delle privatizzazioni, è considerato alla stregua di un ritorno al passato".

Duro in questo passaggio il numero uno della Fiom: "Quante sciocchezze sono state dette - ha sottolineato Rinaldini - quale devastazione culturale è stata profusa a piene mani fino ad arrivare a considerare il conflitto sociale un fatto eversivo, l'antagonismo come una sorta di bestemmia perché l'era moderna è fondata sulla collaborazione o sulla complicità". Il tutto prodotto in un contesto politico, finanziario e industriale dove il punto di vista del lavoro "è praticamente inesistente".

Riunificare il lavoro, superando la legge Biagi, senza negare la flessibilità ma avendo ben presente che "non vi è alcuna ragione richiesta dal rapporto impresa e mercato che non si possa risolvere individuando due sole tipologie di rapporto di lavoro, oltre quello indeterminato, ovvero apprendistato e contratto a tempo indeterminato". Rinaldini affronta quello che definisce il "futuro della contrattazione" nel chiedere al sindacato di essere protagonista: "Portatore - dice - di una proposta e di una pratica rivendicativa per il superamento della precarietà". Una necessità, quella indicata da Rinaldini - oltre l'estensione a tutta la platea del lavoro subordinato dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - per dare una prospettiva al sindacato stesso per la ricostruzione di una rappresentanza sociale del lavoro. Ma soprattutto è per Rinaldini una necessità che non può limitarsi a "emendare o respingere le proposte di questa o quella forza politica". E' il sindacato stesso, invece, a dover 'orientare' il dibattito avanzando proposte che puntino al superamento della precarietà.

Rinaldini è uno dei tre firmatari del documento di minoranza nella Cgil (che ha ottenuto il 17% dei consensi). Ma mentre i segretari dei bancari e della funzione pubblica hanno perso i loro congressi, Rinaldini (pur in minoranza nella Cgil) ha vinto il congresso della Fiom che si è schierato a maggioranza con lui e quindi contro il documento alternativo a Epifani. Il congresso si concluderà quindi con la riconferma di Rinaldini alla guida del sindacato dei metalmeccanici. In ogni caso, il segretario rimarrà alla guida della Fiom per poco tempo, essendo in scadenza il suo mandato (come è noto non si possono superare gli otto anni).

La mozione Epifani dentro la Fiom ha raccolto comunque un consenso importante. Il leader di questa area, Fausto Durante, afferma che, rispetto al precedente congresso del 2004, l'area di minoranza interna alla Fiom è cresciuta dal 18% al 27%. L'intervento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, è previsto per la mattinata di giovedì 15.

Per quanto riguarda i futuri assetti del sindacato dei metalmeccanici, nel totocariche si parla di Maurizio Landini come possibile successore di Rinaldini, che potrebbe essere candidato a entrare nella segreteria confederale della Cgil. Nella Fiom Landini è considerato l'erede naturale del segretario viste anche le molte affinità che lo legano a Rinaldini. Sono entrambi di Reggio Emilia, entrambi hanno una provenienza operaia, ma la cosa più importante è che Rinaldini, dopo averlo chiamato a Roma, ha assegnato nel tempo a Landini compiti di crescente responsabilità.

Il congresso della Fiom sarà caratterizzato dalla discussione su temi centrali per l'industria italiana. Al centro delle vertenze pesa come è ovvio la Fiat e le sue scelte, a partire dagli stabilimenti più a rischio in Italia. Ma moltissime sono le vertenze metalmeccaniche che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Centrale nel dibattito politico della Fiom il tema della democrazia e del ruolo del sindacato nella società contemporanea. La Fiom non ha firmato infatti l'ultimo contratto che ha visto ripetersi la scena degli accordi separati. La Fiom, all'interno della Cgil, pone con forza il tema della rappresentanza e rappresentatività e il tema della democrazia nella partecipazione dei lavoratori al voto sugli accordi che li riguardano. Lo slogan del congresso: "Una repubblica democratica fondata sul lavoro".

La Fiom ha chiuso il tesseramento 2009 con 363.559 iscritti, 4.706 più del 2008, segnando una inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni e tornando ai livelli del 2004. Di questi, circa 55.000 hanno preso per la prima volta la tessera della Fiom, con una crescita dei nuovi iscritti che sempre più sono necessari per mantenere positivo il dato del tesseramento, a fronte delle uscite dal lavoro. Le donne sono circa il 19%, i migranti circa il 10%, ma sono concentrati nelle regioni del Nord, con punte fra il 18 e il 20% in province della Lombardia, del Veneto, dell'Emilia-Romagna e delle Marche; gli operai sono più rappresentati degli impiegati rispetto alla composizione effettiva della categoria

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