«Esprimiamo solidarietà e sostegno alla popolazione dell'Aquila e continueremo a operare al loro fianco per la ricostruzione, materiale e della convivenza civile». Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil ha avviato così, ieri pomeriggio al Palacongressi di Montesilvano, il congresso nazionale delle tute blu, che si concluderà domani. Sono 749 i delegati presenti in platea insieme ai big politici Antonio Di Pietro, Stefano Fassina, Paolo Ferrero, Marco Ferrando, Fausto Bertinotti. A loro, e ai Cipputi di tutt'Italia, il segretario Fiom Pescara Gino Marinucci ha rivolto il suo appello: «State vicini alla popolazione dell'Aquila, ai metalmeccanici abruzzesi, al nostro territorio, ai nostri problemi occupazionali: il sisma ha aggravato gli effetti della crisi economica, in una regione che ha sofferto oltretutto di pesanti vicende giudiziarie».
Aziende in fuga, un esercito di cassaintegrati e di precari fuoriusciti: è il quadro di un Abruzzo che forse è l'emblema della crisi che avvolge la Penisola. «Nel Mezzogiorno la debolezza del tessuto produttivo rende ancora più drammatica la situazione, che per alcune aree significa desertificazione - ha detto Rinaldini nella relazione introduttiva -. L'emergenza sociale si accentuerà nelle prossime settimane e mesi: in molte realtà entro l'estate si esaurirà anche la cassa integrazione straordinaria». Raddoppio della cassa integrazione, estendendola anche a chi non ha ammortizzatori sociali, blocco dei licenziamenti: sono alcuni dei punti su cui la Fiom vuole incardinare il dialogo con Governo e Confindustria. «Ma bisogna anche aprire un confronto sulla politica industriale, sui processi di riconversione che guardino alle nuove frontiere di sviluppo - dice Rinaldini-. Bisogna finalizzare le risorse verso formazione, scuola, ricerca, innovazione tecnologica, energia rinnovabile, risanamento del territorio, infrastrutture». Ma il momento è anche quello di un ripensamento del sindacato. «La crisi devastante, l'accordo separato sul sistema contrattuale, l'offensiva per smantellare diritti e tutele sul lavoro ci consegnano la fotografia di una condizione che interrogano il futuro del sindacato», spiega Rinaldini.
Una delle sfide è la lotta al precariato. «Il futuro della contrattazione -dice Rinaldini- non può prescindere da una riunificazione del lavoro, superamento della legge 30, individuando 2 sole tipologie di rapporto di lavoro, oltre a quello indeterminato: apprendistato e tempo determinato. Nello stesso tempo le tutele dello Statuto dei lavoratori vanno estese a tutta la platea del lavoro subordinato».