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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
XXV° Congresso Fiom Cgil - «No al patto Confindustria-governo». La Fiom cancella la concertazione. Rinaldini: lottiamo uniti contro la crisi

METALMECCANICI A CONGRESSO Prima giornata di lavori a Montesilvano Oltre 700 delegati, in sala Di Pietro

MONTESILVANO. «Contro il patto politico tra governo e Confindustria, l'unica strada è quella dell'opposizione sociale, non è più il tempo della concertazione». Gianni Rinaldini delinea così la strategia della Fiom nell'intervento che ha aperto ieri il venticinquesimo congresso nazionale del sindacato dei metalmeccanici. Ad ascoltarlo al Palacongressi di Montesilvano 749 delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza di 364mila iscritti. «Contro la crisi serve un vero e proprio Piano del lavoro in grado di essere terreno unificante delle tante lotte e presidi che ci sono nel nostro Paese», è la proposta che Rinaldini ha lanciato dal palco. Introdotto dal segretario di Pescara, Luigi Marinucci, che ha espresso la vicinanza della Fiom agli abitanti dell'Aquila, Rinaldini è subito entrato nel vivo, chiedendo alla Cgil di aprire un confronto con governo e Confindustria su blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali e politica industriale, altrimenti «si prospetta di fronte a noi un processo di precarizzazione di massa».
«Tutti i governi dei Paesi industrializzati», ha detto il leader della Fiom, «si sono occupati del destino del settore auto e della relativa filiera produttiva, mentre il governo italiano ha brillato per la totale sudditanza nei confronti della Fiat, che ormai considera marginale l'insediamento nel nostro Paese rispetto alla costruzione di una multinazionale che risiede negli Usa».
Rinaldini ha poi ribadito il no alla chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, e ha auspicato che con il prossimo congresso della Federazione europea metalmeccanici, si decida di aprire un percorso finalizzato alla costituzione del sindacato europeo che punti a rendere omogenei tre temi focali: contrattazione, regole democratiche e di organizzazione. I delegati Fiom hanno fischiato le delegazioni di Fim (Cisl) e Uilm (Uil) presenti al congresso con i segretari generali, Giuseppe Farina e Rocco Palombella. Applausi invece per il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, accompagnato dal coordinatore regionale Alfonso Mascitelli.
«I lavoratori devono poter scegliere il proprio futuro, non metterlo in mano ai notabili, anche dei sindacati», ha detto Di Pietro ai giornalisti, aggiungendo che «oggi chi lavora è diventato un prodotto usa e getta e viene venduto a pacchetto». Non è mancato da parte di Di Pietro un richiamo agli altri sindacati, «che criticano la Fiom perché non cede a compromessi».
Tra i presenti anche Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero (Pci) e Stefano Fassina (Pd). «Ribadisco in questa sede», ha detto Rinaldini, «che non ci presteremo ad alcuna furbizia, ad alcuna scorciatoia di rientro silenzioso nell'accordo separato». Per quanto riguarda il contratto, quello votato dalle lavoratrici e dai lavoratori, «la scadenza è alla fine del 2011, e noi presenteremo la nostra piattaforma con un solo vincolo, quello della democrazia».
Un intervento lungo più di un'ora, quello del sindacalista, interrotto solo dagli applausi. Fino alla conclusione, accolta in piedi dalla platea. «Operiamo nella speranza del cambiamento, nella speranza che valga la pena lottare e chiedere il diritto democratico di votare la nostra piattaforma, perché i metalmeccanici possono digerire tutto, ma non i soprusi». Oggi è atteso alle 12 l'intervento di Guglielmo Epifani segretario generale della Cgil.

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