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Pescara, 22/04/2026
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15/04/2010
Il Messaggero
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Matteoli: «Basta strade killer, nuovo codice entro 3 settimane». Il ministro: «Minicar, favorevole alla prova pratica di guida» |
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ROMA - Di buon mattino il ministro dei Trasporti Altero Matteoli s'è recato in Senato. Ha subito cercato di Luigi Grillo e di Angelo Maria Cicolani, rispettivamente presidente della Commissione Lavori pubblici e relatore del disegno di legge sulla sicurezza stradale. La bufera abbattutasi sul capo dei senatori con le accuse di insabbiamento della legge rivolte loro dai colleghi dell'altro ramo del Parlamento hanno consigliato al ministro di andare a recepire informazioni in loco. Che le hanno detto i senatori, ministro? «Che c'è assolutamente spirito di collaborazione». Eppure le accuse dell'onorevole Valducci... «Valducci ha sollevato un problema sui ritardi, io vorrei invece riportare l'attenzione su un altro fatto e cioè che la modifica del Codice alla Camera è avvenuta grazie a un comportamento che ho molto apprezzato: l'approvazione di un testo all'unanimità in un momento in cui l'unanimità non la si trova su niente. Auspico che la stessa cosa possa avvenire anche in Senato». A Roma, come lei saprà, sono morti in 48 ore due ragazzi alla guida di due minicar. La polemica è ripartita proprio da lì: è giusto far guidare un'auto, anche se piccola, a un ragazzino di 14 anni? «Non resto insensibile a queste tragedie, ma non si può neppure scrivere una legge tutte le volte che avviene un incidente. Il Legislatore deve essere severo nel valutare, non deve farsi coinvolgere dall'emotività». Ma lei è favorevole oppure no a un patentino più simile a una "vera" patente e che contempli anche una prova pratica di guida? «Non sono contrario al fatto che chi guida una minicar, oltre all'esame teorico, faccia anche un esame pratico. Ma per farlo bisogna scindere l'accoppiata motorino-minicar. Infatti la minicar è oggi considerata alla stregua di un motorino non solo in Italia ma in tutta Europa. Quindi, se vogliamo accedere a cambiamenti di questo tipo dobbiamo sollevare il problema a livello europeo». In questi primi mesi del 2010 gli incidenti stradali sono tornati di nuovo a crescere di numero. Quale considerazione le suggerisce questa statistica? «E' calata l'attenzione alle tematiche della sicurezza stradale, è successo come quando è finito l'effetto della patente a punti. Però io resto convinto di una cosa: per evitare gli incidenti un ruolo importante lo deve giocare la famiglia». Che dovrebbe fare la famiglia? «Dovrebbe parlare di più al suo interno». Se lei avesse un figlio adolescente, gliela comprerebbe la minicar? «Purtroppo io ho regalato una moto a tutti e due i miei figli, quando avevano 14 anni. L'ho fatto controvoglia. Quando poi sono diventati maggiorenni e hanno avuto la macchina vendendo le moto ho tirato un sospiro di sollievo e sono stato felicissimo. Sono un genitore apprensivo, un po' come tutti del resto, e non vedevo l'ora che i miei figli arrivassero alla maggiore età». Diceva che la famiglia deve parlare di più al suo interno. Che relazione c'è con la sicurezza stradale? «I genitori devono parlare ai loro figli, devono sorvegliarli. Se un ragazzo va dal meccanico e si fa truccare la minicar per mandarla a 100 all'ora e il genitore non se ne accorge, io dico che il responsabile è lui, il genitore. I ragazzi devono essere seguiti, accompagnati e supportati perfino quando arrivano a 18 anni e vanno a prendere la patente di guida. Non si deve lasciare la sola responsabilità all'ingegnere che rilascia la patente. E poi la scuola. Domandiamoci perché il Legislatore ha voluto che il patentino si potesse prendere a scuola: perché evidentemente ha voluto che anche la scuola giocasse un ruolo. Quindi, ricapitolando: possiamo discutere se la legge uscita dalla Camera sia troppo severa, ma io preferisco una legge severa a una legge che non c'è». Quali tempi prevede per l'approvazione definitiva della legge sulla sicurezza stradale? «Ho parlato con i membri della Commissione del Senato e mi hanno assicurato che in un paio di settimane il testo sarà pronto». Ma poi dovrà ripassare alla Camera. «Sì, ma Valducci farà presto. In una settimana la legge sarà approvata definitivamente. Quindi bisognerà aspettare ancora tre settimane circa».
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