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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atlantia, Castellucci: abbiamo 4,6 miliardi di risorse disponibili. Cerchiai presidente. Gros-Pietro lascia: «Il rimpianto? La mancata fusione con Abertis»

ROMA - Circa 4,6 miliardi di munizioni finanziarie, la modernizzazione della rete in Italia e il consolidamento in Brasile, Cile e India. Ruota intorno a questa strategia lo sviluppo di Atlantia descritto dal riconfermato amministratore delegato Giovanni Castellucci, che è in testa alla classifica dei top manager delle infrastrutture, stilata dal prestigioso Institutional Investor. Durante l'assemblea, che ha approvato il bilancio 2009 (dividendo a quota 0,746 euro) e dato il benvenuto al nuovo presidente Fabio Cerchiai, Castellucci ha fatto il punto, lanciando un messaggio di assoluta serenità. Lo sguardo è ai bond in scadenza tra 2 anni e a un debito a quota 10,3 miliardi. «Abbiamo le risorse finanziarie sufficienti - ha osservato l'ad - per supportare il finanziamento di piani di investimento e guardare con grandissima serenità alla prossima scadenza non prima del 2014». Il debito - ha spiegato - è sotto controllo (anche se c'è stato un aumento del 6,3%) e il costo medio è al 5%, mentre il titolo ha messo a segno una performance positiva del +35% ed il rating è il migliore del settore. Nessuna nube quindi all'orizzonte, con la partita tariffaria ormai archiviata e la riorganizzazione della catena di controllo in fase di lancio. Per il 2010 si prevede di investire 1,5 miliardi, stesso trend di crescita anche per l'anno prossimo, mentre sono confermate le acquisizioni in Cile (260 km) e Brasile (442 km). Complessivamente si pensa di puntare sull'estero circa 200 milioni. Il resto in Italia, ricostruendo o implementando circa 830 chilometri di rete.
Atlantia, nonostante il calo del traffico, ha quindi retto bene alla crisi. Castellucci comunque non si sbilancia anche se si attende un 2010 positivo. Il 2009 ha chiuso con ricavi per 3.6 miliardi (+3,9%), e un utile in flessione del 6%. Come detto, l'assemblea ha salutato Gian Maria Gros Pietro, stimatissimo presidente uscente, che ha ringraziato i Benetton e il management. L'unico rimpianto - ha spiegato un po' commosso - è di non essere riuscito a fare il grande progetto di fusione con Abertis e creare il numero uno mondiale in questo settore. Progetto che potrebbe riprender piede sotto altre forme. Visto che gli azionisti spagnoli si stanno guardando intorno. E il futuro? Se la crisi tramonterà presto - come l'ad si augura - Atlantia «può tornare ad aumentare il dividendo del 10%». Eletti consiglieri per i prossimi 3 anni: Gilberto Benetton, Alessandro Bertani, Stefano Cao, Giovanni Castellucci, Roberto Cera, Fabio Cerchiai, Alberto Clô, Carlo Malinconico, Giuliano Mari, Gianni Mion, Giuseppe Piaggio, Paolo Zannoni, Alberto Bombassei, Antonio Fassone e Antonino Turicchi.

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