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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cgil: l'arbitrato non sia un ricatto. Il sindacato spiega come cambiare il testo bocciato da Napolitano

ROMA. «No alla controriforma del diritto e del processo del lavoro»: la Cgil rilancia la mobilitazione per difendere l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori e per sostenere le modifiche chieste dal capo dello Stato al disegno di legge lavoro che amplia l'uso dell'arbitrato. Il 26 aprile mobilitazione nazionale con un presidio di fronte a Montecitorio e iniziative davanti a tutte le Prefetture. Nello stesso giorno approderà, infatti, alla Camera il dibattito sul ddl lavoro. Si tratterà, spiegano alla Cgil, della prima di una serie di iniziative che coinvolgeranno istituzioni, parlamentari, consiglieri regionali, giuristi e università «prevedendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori».
La Cgil chiede un cambiamento radicale del testo come ha ribadito martedì durante l'audizione in commissione lavoro alla Camera. «Se le modifiche apportate dal governo - ha spiegato Fulvio Fammoni ai parlamentari della commissione - saranno passi in avanti li valorizzeremo perchè saranno anche frutto della nostra mobilitazione» ma al contrario «se resteranno norme che riteniamo incostituzionali continueremo la mobilitazione in tutte le forme» compreso il ricorso alla Corte Costituzionale. Per Fammoni gli aspetti critici sull'arbitrato sono numerosi: «Non si contesta l'istituto in sè ma il suo svolgimento secondo equità su diritti inderogabili o definiti dalla contrattazione; il fatto di poter essere il ricorso ad arbitri una scelta compiuta, anche al momento dell'assunzione, per ogni futuro contenzioso anziché una possibilità da valutarsi volta per volta; la non impugnabilità del lodo, sovvertendo la previsione di legge». Fammoni ha contestato l'avviso comune sull'arbitrato siglato da Cisl-Uil e Confindustria.(v.l.)

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