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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Dirigenti d'oro, Chiodi non ha fatto marcia indietro»

L'AQUILA - Cesare D'Alessandro, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, torna sulla vicenda dei "dirigenti d'oro". «Quanti ricordano -si chiede D'Alessandro- la poco qualificante vicenda della legge, approvata la notte del 30 dicembre scorso, che consentiva a Chiodi di favorire i suoi dirigenti e di ampliare a dismisura la possibilità di assumere personale esterno presso la sua segreteria? Lo stesso Chiodi, pressato dalla stampa, ammetteva poi l'errore, il presunto "inganno", e faceva finta di non saperne nulla, promettendo di rimettere ogni cosa al suo posto. Appena qualche giorno fa, dopo aver respinto le proposte dei consiglieri dell'IdV per ristabilire la situazione com'era prima, Chiodi annunciava che vi avrebbe provveduto lui stesso».
Ma, l'altro ieri, è stata approvata in Giunta una proposta che, secondo D'Alessandro, «non ristabilisce un bel niente! O meglio, vengono accolte soltanto le osservazioni fatte da Fitto, che però si limitavano ai difetti di costituzionalità della legge. Chiodi si è ben guardato dal revocare tutta la parte che riguarda la dotazione organica della segreteria. Chiodi, in sostanza, può adesso organizzare tutta la sua segreteria ricorrendo "per intero" a collaboratori esterni, e questo vuol dire nuovi contratti, nuove assunzioni (fino a nove unità) e quindi nuove spese a carico dei cittadini abruzzesi. In precedenza Del Turco poteva fare fino a quattro nuove assunzioni, ossia meno della metà di Chiodi. Si tratta di assunzioni da fare a chiamata diretta, su scelta "intuitu personae" di Chiodi. "Era ora che anche l'Abruzzo avesse la sua legge "ad Chiodum". C'è una cosa che ci infastidisce: l'aria sorpresa di Chiodi, che sosteneva di essere stato raggirato da un suo collaboratore. Oggi sappiamo che così non è. Chiodi da un lato denuncia la crisi economica e occupazionale, dall'altro espone la finanza regionale a un aggravio delle spese correnti e pensa di risolvere la crisi occupazionale dando lavoro alle persone di sua fiducia».

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