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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Aquila. Rinascono trentadue negozi, trema invece il settore pubblico. Aziende di servizi, scatta l'allarme: più di mille posti a rischio

Lo sguardo del visitatore meno attento non nota granché di diverso. Eppure, in città, non c'è nulla che sia come prima. L'illusione del visitatore è quella propria di chi si ritrova sul set di un film western: una strada tra saloon e case all'apparenza perfetti, ma dietro le facciate, sorrette dai puntellamenti, il "vuoto". E di notte, quando soltanto le luci delle case segnalano la vita, l'illusione si dissolve e appare in tutta evidenza la realtà triste e spaventosa di una città spenta. Senza centro storico, non c'è vita, ma non è questa la sola verità: anche senza i luoghi, abitualmente di ritrovo, non c'è vita. La situazione non sembra diversa nei paesi. Il presidente dell'Anci Abruzzo, Antonio Centi, infatti, chiede al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e al suo vice, Massimo Cialente, una precisa e diretta azione sul Governo «al fine di far assumere dallo stesso l'impegno formale per interventi di sostegno alla ricostruzione generalizzata degli edifici pubblici e privati in tutti i Comuni abruzzesi danneggiati dal sisma». In sostanza, chiede di far affermare con atto ufficiale che «lo Stato interverrà nelle forme appropriate e articolate al fine di evitare che nessun centro storico antico danneggiato sarà lasciato a un lento e fatale degrado per la mancanza della ricostruzione degli immobili senza distinzione tra prima e seconda casa». Sul percorso della ricostruzione, già irto di difficoltà, c'è anche lo scoglio dei fondi: quasi tutti hanno scelto il contributo diretto, e quasi tutti lamentano ritardi, in alcuni casi anche gravi. I due miliardi messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti, tramite un'apposita convenzione con l'Abi, sono ancora quasi tutti lì. Fino all'altro ieri erano stati impegnati appena 190 milioni, di cui 183 già concessi. Un'inezia, tanto che il governatore Gianni Chiodi più volte, negli ultimi giorni, ha invitato la cittadinanza a ricorrere a questo tipo di contribuzione. I soldi, insomma, ci sono, ma paradossalmente vengono utilizzati solo in minima parte. Per quelli messi a disposizione dalla Cassa c'è tempo fino al 2012. Il metodo è questo: il canale di distribuzione delle risorse è quello creditizio; i beneficiari, dopo aver ottenuto l'idoneità ai finanziamenti dal Comune, devono rivolgersi a una banca con sede operativa nella Regione e inserita nella lista pubblicata dall'Abi sul proprio sito Internet. I singoli finanziamenti sono garantiti dallo Stato.
I commercianti, intanto, non stanno a guardare, ma le aziende pubbliche tremano. Oggi verrà presentato il progetto di 32 piccole e medie imprese commerciali che si sono unite per costituire il centro commerciale Quattro Cantoni. Un'iniziativa nata dal basso fra i commercianti, e sostenuta con forza dalle strutture di Confesercenti. Le aziende pubbliche che erogano importanti servizi pubblici, come acqua e trasporti, operanti nel cratere del terremoto, sono, invece, in una preoccupante crisi finanziaria a causa delle entrate ridotte e dell'aumento del volume dei servizi. Il dato è emerso da una riunione del sindacato di categoria Confservizi-Cispel Abruzzo. Senza interventi immediati, si è detto, sono a rischio i circa 1.200 posti di Arpa, Gran Sasso Acqua Spa, Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) dell'Aquila, Azienda per la mobilità aquilana Spa (Ama), Azienda società multiservizi (Asm) del Comune dell'Aquila, Istituzione centro servizi per anziani, Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) del Comune dell'Aquila, Servizi elaborazione dati Spa e Centro turistico del Gran Sasso Spa. A lanciare l'allarme è stato il presidente di Confervizi Cispel Abruzzo, Venanzio Gizzi

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