ROMA. Il comandante Fini varca la soglia del non ritorno. Dopo mesi di punzecchiamenti e di distinguo, il presidente della Camera rompe le catene dell'alleanza con Berlusconi e Bossi diventata impossibile.
I conti sulla forza delle sue truppe se li è fatti con precisione: almeno una trentina di deputati e una dozzina di senatori. Quanto basta per diventare decisivo. Ogni legge del governo, ogni iniziativa dovrà passare per le forche caudine dei finiani. E' per questo che il presidente del Senato minaccia le elezioni anticipate. Ma è chiaro che se Fini ha deciso il crollo della casa, evidentemente ne sta già progettando un'altra.
Vediamo le "legioni". Gli ex di Alleanza nazionale nel gruppo del Pdl alla Camera (270 deputati) sono una novantina e tra questi i fedelissimi di Fini potrebbero essere 50, certo ben più di 30. Al Senato su 47 senatori ex An (144 il totale del gruppo Pdl) i finiani sarebbero circa 12. A Montecitorio il centrodestra può contare su 270 voti Pdl, 60 della Lega e 11 "misti". La soglia della maggioranza è di 315 deputati. Al Senato Pdl e leghisti fanno 166, più alcuni senatori Mpa o ex. 160 i senatori necessari per avere la maggioranza. Quindi basterebbero una trentina di deputati e meno di 15 senatori per mettere in ginocchio il governo. Giustizia, riforme, nuovo lodo Alfano: tutto sarebbe appeso al filo dei finiani.
Ovviamente non è questo che Berlusconi vuole rischiare. Basti ricordare l'angoscia con cui il governo Prodi affrontava l'arena del Senato, dove aveva pochi voti di maggioranza.
E non è questo che interessa a Fini. Il presidente della Camera sembra ormai in viaggio verso un nuovo partito, una santa alleanza di centro con Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Il tanto vagheggiato "Partito della Nazione" in cui confluiscano pezzi di destra e sinistra, con personalità di spicco come Luca Cordero di Montezemolo e/o Mario Draghi.
Per ora forse solo un'ambizione. Di certo c'è che Fini non vuole farsi mangiare da Bossi mentre Berlusconi gioca a fare il grande statista. La tumultuosa avanzata della Lega, davanti al calo di voti del Pdl, ha posto un problema politico urgente a tutti. Fini lo affronta rompendo le righe.