MONTESILVANO. «Io ringrazio Epifani, lo apprezzo perché ha parlato esplicitamente, ma avrei preferito che lo avesse fatto prima». L'ultimo giorno del 25º congresso nazionale della Fiom è finito così, con il segretario generale Gianni Rinaldini che ha tirato le fila di un discorso che è iniziato da lontano, sicuramente molto prima di questa tre giorni di incontri e di interventi a Montesilvano, dove ieri Rinaldini è stato stato rieletto segretario generale della Fiom-Cgil con 142 voti a favore su 162 e rappresenterà quindi la Fiom al congresso della Cgil a Rimini.
In precedenza la mozione presentata da Rinaldini aveva ottenuto 458 voti, mentre quella presentata da Fausto Durante, segretario nazionale della Fiom (mozione Epifani), ne aveva avuti 236. Rinaldini continua dunque a guidare la Fiom, ma ha detto di volerlo fare «per poco tempo», forse fino al congresso Cgil.
La diversa visione delle azioni da portare avanti per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici ha lasciato le sue spaccature all'interno del più grande sindacato italiano. «In questo Paese molte cose non vanno, e io credo che anche la Cgil non stia bene», ha detto Rinaldini tra gli applausi dei delegati. E se per Epifani, leader della Cgil, è necessaria la concertazione con Cisl e Uil, Rinaldini si è detto certo che «non ci sia altra via se non quella di una forte opposizione sociale che porti alla presentazione di una piattaforma a fine 2011».
A trovare «deludenti» le parole di Epifani, è stato anche Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, il quale ha ribadito «come sia fondamentale presentare una piattaforma costruita con consenso e partecipazione».
Contro il nuovo modello contrattuale e il ddl lavoro, dalla Federazione hanno annunciato che sarà mobilitazione.
«A me pare evidente», ha detto Rinaldini, «che dopo gli accordi separati del 2009 sul sistema contrattuale, non è stato messo in campo dalla Cgil un livello di mobilitazione all'altezza della partita che ci stavamo giocando».
Per respingere il disegno di governo e Confindustria, l'attacco all'articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori, la Federazione è pronta a fare una vera e propria campagna di assemblee, fabbrica per fabbrica.
E se Epifani ha parlato di attendere la verifica del 2013 sul modello contrattuale, per un altro dirigente della Fiom, Maurizio Landini, «bisogna agire subito per riconquistare il contratto nazionale».
Sempre Landini ha acceso la platea così: «I diritti che oggi sono messi in discussione li abbiamo ottenuti con la lotta fatta da lavoratrici e lavoratori. Mi chiedo come possiamo ricostruire l'unità sindacale senza la democrazia. Perché l'unità è un diritto di chi lavora, non di Cgil, Cisl e Uil». Insomma, per usare le parole di Rinaldini, «due cose sono venute chiaramente fuori da questo congresso, le posizioni diverse nell'approccio con la Cgil e l'unità negoziale all'interno della Fiom».