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Pescara, 24/04/2026
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Data: 17/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Fini chiama i suoi fedelissimi. Chi sono gli abruzzesi pronti a sostenere il presidente della Camera

PESCARA. Nelle ore successive all'annuncio sulla costituzione di gruppi autonomi dal Pdl in Parlamento, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha iniziato pazientemente a costruire la rete dei fedelissimi nelle Regioni e negli enti locali.
Giovedė scorso Fini ha visto a Roma alcuni esponenti della sua corrente. Tra questi l'abruzzese Emilio Nasuti, presidente della commissione Bilancio della Regione ed ex sindaco di Castelfrentano, che assieme al vicepresidente della Regione Alfredo Castiglione č uno dei politici pių attivi della galassia finiana regionale, quella di "Generazione futura" che potrebbe, in caso di rottura con il Pdl di Silvio Berlusconi, replicare all'Emiciclo e negli enti locali "Pdl-Italia" (cosė si chiameranno i gruppi parlamentari finiani in procinto di costituzione alla Camera e al Senato).
Nei gruppi parlamentari l'Abruzzo non sarebbe comunque rappresentato, a meno di sorprese, visto che i due parlamentari ex An, Fabrizio Di Stefano (Senato) e Carla Castellani (Camera), sono legati il primo al duo Gianni Alemanno-Altero Matteoli, la seconda a Maurizio Gasparri non entusiasti delle posizioni finiane. Di Stefano, vicecoordinatore regionale del Pdl, controlla o č vicino anche a una buona fetta degli ex aennini abruzzesi, a partire dai sindaci di Chieti e Pescara. Ma Fini sarebbe comunque ben rappresentato in Abruzzo da una nutrita pattuglia di fedelissimi. In Consiglio regionale oltre a Nasuti e Castiglione, il presidente della Camera potrebbe contare su tre consiglieri del Pdl: Berardo Rabbuffo, Antonio Prospero e Luigi De Fanis. Mentre sono in una posizione attendista l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra e la consigliera Alessandra Petri.
Sul territorio si sono almeno due sindaci: Angelo D'Ottavio, sindaco di S. Valentino e assessore alla Provincia di Pescara, e Pierluigi Biondi, sindaco di Villa Sant'Angelo in provincia dell'Aquila. La situazione č comunque in evoluzione e si attende l'esito della direzione nazionale. Una eventuale scissione non dovrebbe comuque creare problemi alla maggioranza del governatore Gianni Chiodi.
Agli interlocutori abruzzesi Fini ha spiegato che la minaccia di uno strappo č conseguenza della posizione subalterna del Pdl rispetto alla Lega Nord. Fini si č mostrato anche irritato con l'ipotesi lanciata da Umberto Bossi di un premier leghista nella prossima legislatura.

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