ROMA. «La mafia è più famosa che potente», colpa di fiction come "La Piovra" e di libri come "Gomorra". Silvio Berlusconi rivendica il lavoro fatto dal governo contro la criminalità organizzata e attacca Roberto Saviano, lo scrittore costretto a vivere nella clandestinità a seguito delle minacce di morte della camorra, per un libro pubblicato per altro dalla casa editrice del premier, la Mondadori. «Abbiamo superato le 500 operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato a quasi 5000 arresti di presunti appartenenti a organizzazioni criminali», assicura il capo del governo. E la mafia? «La mafia italiana, non so in base a quale classifica, risulta essere la sesta al mondo ma in realtà è la più conosciuta grazie al supporto che ha ricevuto dalle otto serie tv de "La Piovra", vista in 160 paesi e della letteratura come ad esempio "Gomorra"», dichiara.
Parole che suscitano le immediate proteste di Veltroni e Di Pietro e di autori, registi e sceneggiatori che con il loro lavoro di denuncia avrebbero danneggiato l'immagine dell'Italia. «Roberto Saviano è uno dei protagonisti della lotta alle mafie - sostiene Veltroni - e il presidente del consiglio del nostro Paese avrebbe il dovere di rispettarlo e non attaccarlo e isolarlo». Già lo scorso novembre Berlusconi aveva detto che avrebbe «strozzato» volentieri chi ha realizzato la serie de "La Piovra" e chi scrive libri sulla mafia «che non ci fanno fare una bella figura». E a gennaio, da Reggio Calabria, era tornato sul tema. «Spero che questa brutta abitudine di fare fiction sulla mafia finisca, queste fiction hanno danneggiato l'immagine del paese». D'accordo con lui Marcello Dell'Utri. Gomorra? «Non è una gran pubblicità per il nostro paese anche se il male purtoppo esiste e quindi non possiamo negarlo, forse però non dovrebbe essere enfatizzato in questo modo», aveva detto nel novembre del 2008.
E' Michele Placido, il commissario Cattani delle prime "Piovre", a respingere le accuse del premier. «La Piovra è roba di tanti anni fa mentre le fiction più recenti sulla mafia, da "Il capo dei capi" a quelle su Falcone e Borsellino le ha fatte suo figlio per Mediaset», ricorda. Per Placido, Saviano è una persona che «tutta l'Italia deve avere nel cuore, un cittadino con il coraggio di Saviano deve renderci orgogliosi».