Dalle 6 alle 14. Le polveri fini potrebbero bloccare i motori dei jet
ROMA. Dopo aver ieri investito l'Europa orientale, la nube di cenere prodotta dal vulcano islandese Eyjafjallajokull si avvicina all'Italia: il suo arrivo sulle Alpi è stato previsto tra la notte scorsa e questa mattina e le regioni interessate dovrebbero essere Lombardia, Veneto, Alto Adige e Friuli. L'Enac ha così deciso di chiudere lo spazio aereo in tutto il Nord Italia dalle 6 fino alle 14. La decisione è stata assunta «al fine di garantire la massima sicurezza dei voli italiani». Gli unici voli a essere autorizzati saranno quelli d'emergenza. Nessuna restrizione per i sorvoli oltre i 35.000 piedi.
Anche ieri l'emergenza ha lasciato mezza Europa a terra. La chiusura degli aeroporti di Heathrow e Francoforte ha semi-paralizzato il traffico aereo. Secondo Eurocontrol, l'Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, alla fine della giornata risultavano cancellati circa 17 mila voli (oltre il 60% dei 28.000 voli che giornalmente solcano i cieli europei). Giovedì ne erano stati annullati quasi 8 mila.
E «significativi disagi» sono previsti anche per l'intera giornata di oggi: ieri i metereologi non lasciavano prevedere nulla di buono per altre 24 ore. «In confronto l'11 settembre non è stato un grosso problema - dicono gli operatori di Eurocontrol - E' una situazione senza precedenti».
Molti paesi che hanno chiuso il proprio spazio aereo già da giovedì manterranno la restrizione almeno fino a questa mattina. E' il caso di Gran Bretagna, Francia Belgio, Olanda e Germania (la nuvola ha anche costretto la Merkel a dirottare a Lisbona al suo ritorno dagli Usa). A questi ieri si sono aggiunti Austria, Romania, Paesi baltici, Repubblica ceca.
E' andata un po' meglio all'Irlanda e alla Svezia che ieri hanno potuto riprendere l'attività. Anche la Polonia è off limits, chiuso l'intero spazio aereo dunque anche l'aeroporto di Cracovia, nel sud, dove domani sono attese 80 delegazioni straniere per i funerali del presidente Lech Kaczynski.
In Svizzera prevista la chiusura a partire dalla notte scorsa.
In Austria chiusura progressiva da ieri sera.
Lunedì ci sarà una teleconferenza fra Eurocontrol, gli Stati che vi aderiscono, la Commissione Ue e i controllori di volo per fare il punto dell'emergenza.
Intanto si contano i danni. Lo stop ai voli, fa sapere la Iata, l'associazione che raggruppa oltre 270 aviolinee del mondo, sta costando alle compagnie oltre 200 milioni di dollari al giorno.
Oltre ai mancati guadagni, ci sono i costi per la cura dei passeggeri e gli aerei rimasti fermi.
Secondo gli esperti entro domani l'eruzione dovrebbe perdere intensità. Ma ora si teme per altri tre vulcani.