Pastore detta i tempi del ritorno di Teodoro: se ne parla dopo il voto in aula
PESCARA. Il ritorno in giunta di Teodoro avverrà dopo l'approvazione del bilancio. Ieri, il senatore e coordinatore cittadino del Pdl Andrea Pastore ha escluso un rimpasto prima di questo appuntamento. «Adesso pensiamo al documento contabile, poi si vedrà», ha detto.
Ma un accordo con l'ex assessore Gianni Teodoro avverrà quasi certamente prima. Sabato scorso, il sindaco Luigi Albore Mascia ha parlato di un probabile incontro in settimana con il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone. Sarà, forse, questa l'occasione per definire tempi e modi per l'ingresso in giunta di Teodoro, o di un componente della sua lista civica. Il Pdl, a caccia di voti per il bilancio, vuole andare in aula con la garanzia dei numeri sufficienti per approvare il documento contabile, per il quale sono necessari 21 consiglieri presenti, escluso il sindaco. Scontato il forfait dei catoniani, preoccupano anche le insofferenze espresse dall'Udc. La Lista Teodoro, quindi, potrebbe risultare determinante al momento del voto. Anche se ieri Pastore si è mostrato molto ottimista. «Siamo tranquilli, i numeri per approvare il bilancio ci sono», ha detto.
Sta di fatto che le diplomazie sono al lavoro già da diversi giorni per preparare il terreno per il ritorno di Teodoro, estromesso da Mascia appena tre mesi fa per «incompatibilità di carattere». Questa era stata la motivazione ufficiale espressa dal sindaco il 5 gennaio scorso, quando decise di sostituire l'ex assessore con il più fidato Alfredo D'Ercole alla guida dei lavori pubblici.
Ora, i tempi sembrano cambiati. Tanto è vero che lo stesso capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, all'epoca annoverato tra i falchi del partito che incoraggiarono il sindaco a cambiare assessore, adesso è diventato possibilista. «Non ci vedrei nulla di strano su un ritorno di Teodoro in giunta», ha osservato. A Mascia spetta, però, un altro compito difficile: decidere chi sacrificare per fare spazio all'ex assessore.
L'intesa che il Pdl intende raggiungere con Teodoro avrebbe un duplice scopo: assicurare i voti per il bilancio e rompere quell'alleanza, nata tra l'ex assessore e il gruppo dei catoniani di Democrazia per le autonomie, che fa traballare la maggioranza in consiglio. Teodoro, pur di tornare con tutti gli onori in giunta, con una probabile delega alla polizia urbana, sarebbe pronto a voltare le spalle a Giampiero Catone.