Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 19/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
A Teramo il record dei cassintegrati. E' la provincia italiana dove aumentano di più: 10mila in un mese

La Uil: «Siamo fermi, non c'è un'idea per favorire la ripresa. Presto avremo un esercito di disoccupati»

TERAMO. La crisi silenziosa dell'industria teramana, fatta di tanti piccoli crolli di tante piccole aziende e per anni denunciata da pochi (il nostro giornale tra questi), adesso non è più silenziosa. È tanto profonda da far rumore. Teramo, secondo il rapporto della Uil, è la provincia italiana nella quale la cassa integrazione - tra ordinaria, straordinaria e in deroga - è cresciuta di più nell'ultimo mese, dal febbraio al marzo di quest'anno.
I numeri più eloquenti li leggete nel grafico a fianco. In pratica un esercito di 10mila lavoratori teramani, a marzo, ha cominciato la cassa integrazione ordinaria oppure - e si tratta della maggioranza - è passato alla straordinaria o a quella in deroga. Si tratta di stime del sindacato, ma legate ai dati dell'Inps. La realtà dei fatti descritta dalla Uil, dunque, non può essere molto diversa. E la realtà è che il comparto industriale teramano, già alle prese con una crisi strutturale propria, è stato travolto dalla combinazione crisi globale-effetti del terremoto. Un'onda lunga che sta spazzando via industrie nella maggior parte dei casi medio-piccole.
«Il boom di marzo», spiega Gianluca Di Girolamo, segretario provinciale della Uil, «è dovuto all'impennata della straordinaria, che rispetto a febbraio cresce del 621% contro il 188% dell'ordinaria. Rispetto al marzo del 2009, poi, l'impennata dell'ordinaria è del 92% e della straordinaria più deroga del 547%».
Poiché la cassa integrazione straordinaria - che segue l'ordinaria - dura 12 mesi, e quella in deroga non può superare i 4 mesi, è facile prevedere che tra un po' l'esercito di cassintegrati di cui sopra si trasformerà in un esercito di disoccupati. «Purtroppo è così», dice Di Girolamo, «perché siamo fermi. Dalle istituzioni non arrivano misure efficaci per contrastare la crisi, non c'è programmazione, non c'è un'idea per far ripartire l'economia. La cosa è grave se si pensa che, in un quadro nazionale molto preoccupante, l'Abruzzo e in particolare la provincia di Teramo sono il territorio in maggiore difficoltà. Pensate che a Teramo la percentuale di lavoratori in cassa integrazione stimata nel mese di marzo rispetto al numero di lavoratori occupati al 1º gennaio è del 14,8%, il secondo dato peggiore tra tutte le province italiane».
La Uil ce l'ha in particolare con la Regione. «Riteniamo inaccettabile», spiega Di Girolamo, «l'atteggiamento del Governo regionale, carente di rivendicazione nei confronti del Governo centrale che lesina le risorse per lo sviluppo e i vantaggi fiscali e mantiene in uno stato di blocco e non definizione gli investimenti pubblici, dal Fas al Master Plan al protocollo Val Vibrata-Val Tronto». Ma ce n'è anche per la Provincia di Teramo. «Sul versante della giunta provinciale», continua il segretario Uil, «riteniamo ingiustificabile il ritardo di mesi rispetto all'attuazione del protocollo d'intesa con gli istituti di credito per l'anticipo del trattamento di cassa integrazione straordinaria e in deroga. Per i lavoratori, oltre al danno del basso reddito (chi è in cassa percepisce 850 euro mensili), c'è la beffa di dover attendere, senza reddito, un tempo tra i sei e sette mesi prima di percepire l'assegno mensile».
Ma nel futuro prossimo dell'economia teramana la Uil vede una ripresa? Di Girolamo: «Al momento, tra i settori produttivi, tiene solo l'agro-alimentare. E ci sono segnali preoccupanti. La Golden Lady, per esempio, potrebbe andar via da Basciano. No, non siamo sereni sullo scenario che ci aspetta».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it