Falso allarme in Islanda per il risveglio di un altro vulcano
ROMA. La nube è arrivata ieri sulla Toscana. Secondo gli esperti interesserà gran parte del territorio nazionale tra domani e giovedì, ma senza creare problemi, soprattutto dal punto di vista sanitario.
E in una giornata segnata da un inizio schizofrenico, con l'apertura dei cieli per due ore (dalle 7 alle 9) e la repentina, beffarda, marcia indietro, si sono acuite le tensioni tra le compagnie aeree e l'Unione europea. Fino a quando, in serata, un accordo è stato raggiunto tra i ministri degli Esteri della Ue per consentire, dalle otto di questa mattina, la progressiva riapertura di corridoi e spazi aerei sicuri da parte delle autorità nazionali, sotto il coordinamento di Eurocontrol. Evidentemente la nuvola e la cenere non fanno più così paura, e comunque i governi europei hanno preso atto che, perdurando il blocco dei voli, le compagnie stanno accusando danni che per alcune può significare fallimento, oltre ai disagi ormai insopportabili per centinaia di migliaia di persone rimaste a terra.
Secondo molti esperti però non c'è ancora una precisa diagnosi sulla pericolosità delle ceneri. In Islanda gli esperti sostengono che l'eruzione dell'Eyjafjollajökull sta perdendo forza, e anche il pennacchio è molto meno alto rispetto ai giorni scorsi. E proprio ieri si è temuto il risveglio di un altro vulcano, l'Hekla. Ma era un falso allarme.
La buona notizia arrivata dall'Ue ieri sera, oltre che per le compagnie, lo è anche per le migliaia di persone che restano bloccate negli aeroporti italiani dove - come a Fiumicino e a Malpensa - la Protezione civile ha organizzato dei dormitori all'interno delle aerostazioni. Chiusi gli aeroporti toscani e quelli del nord. Una certa tensione anche tra le Ferrovie dello Stato e le compagnie aeree. L'amministratore delegato Mauro Moretti ha contattato le compagnie per sollecitarle a fornire informazioni ai viaggiatori, e soprattutto a non indirizzarli indiscriminatamente nelle stazioni ferroviarie. «Visto che le compagnie conoscono il numero esatto di passeggeri e le destinazioni è necessario che dialoghino con noi e con i clienti».
Secondo Moretti le prenotazioni per i treni possono essere fatte direttamente in aeroporto senza ingolfare inutilmente le stazioni. Inoltre un maggior coordinamento permetterebbe - secondo l'ad di Fs - di sfruttare totalmente i posti sui treni, alcuni dei quali partiti ieri con molti posti liberi. Oppure organizzare nuove corse speciali in presenza di effettiva necessità.
Solo per due ore quindi ieri si è volato regolarmente. Alle 7 il via ai decolli, ma prima del brusco stop (alle 9) solo alcune decine di aerei hanno potuto raggiungere Milano, Roma, Firenze, Venezia. Poi appunto il contrordine dell'Enac con il nuovo stop fino alle 8 di stamane, quando si dovrebbe tornare gradualmente alla normalità.
Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha spiegato che i voli non hanno avuto alcun problema, «ma gli ultimi due bollettini meteo hanno ribaltato le buone notizie della sera prima, costringendoci a chiudere i cieli del nord del Paese dalle 9». Federalberghi comincia a fare due conti sui danni provocati al turismo dal blocco dei voli. Finora gli hotel hanno perso circa 80 milioni di euro. Al turismo si aggiungono i danni al commercio con l'estero, altre decine di milioni di euro. Per venerdì sospeso lo sciopero sindacale di 24 ore dei treni.