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Pescara, 24/04/2026
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Data: 20/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Un pilota dell'Alitalia: giusto lo stop agli aerei

ROMA. «Finchè la situazione non era sicura, è stato giusto non volare». A difendere le misure precauzionali fin qui prese è un comandante Alitalia con quasi 30 anni di esperienza come pilota che preferisce mantenere l'anonimato. Quindi il blocco totale dei cieli non è stato esagerato come sostiene la Iata? «Le precauzioni che sono state prese erano giuste e la situazione è stata finora gestita nel modo migliore. Le compagnie guardano ai guadagni, noi invece guardiamo alla sicurezza».
Perchè era così pericoloso volare? «Innanzitutto perchè i radar in dotazione agli aerei non rilevano le particelle di cui è composta la nube quindi di notte ti ci puoi trovare dentro all'improvviso. Inoltre è come una cipria sottolissima che si infila in tutti gli interstizi dell'aereo e va a intasare i condotti dell'aria, gli strumenti di navigazione, i motori. È anche molto abrasiva e intacca le palette del motore che convogliano aria e si cristallizza. A quel punto il motore si spegne. Infine i finestrini si smerigliano e in pochi minuti non si vede più nulla».
E se i motori si spengono? «Si scende planando e cercando di riaccenderli, ma non è un rischio che si può correre. Il problema è che da quando hanno inventato gli aeroplani, in Europa è la prima volta che succede una cosa simile e non si sa quale è il livello sotto il quale queste particelle sono tollerate dai motori». Il suo prossimo decollo? «Domani (ndr. oggi per chi legge)». Tranquillo? L'ultima decisione è del pilota e se io decido che si può è perchè è sicuro».

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