«Se non mi ridanno subito l'assessorato con le stesse deleghe che avevo, se non ridanno a Pignoli la vice presidenza del consiglio comunale e a Di Noi la presidenza della commissione commercio, non voteremo il bilancio». La dichiarazione di Gianni Teodoro è stata come una secchiata d'acqua gelida in faccia al sindaco e al consiglio comunale, ieri, alla ripresa dei lavori sul Piano triennale delle opere pubbliche. Altro che volemose bene: è l'ex assessore a dettare al sindaco i tempi per un suo rientro in giunta e non viceversa. «E neppure basterà approvare i nostri emendamenti per garantirsi il nostro voto, come il sindaco Mascia s'illude di fare» ha detto Pignoli, sostenuto da Di Noi. Partita aperta e maggioranza in fibrillazione, dunque. Albore Mascia sta facendosi i conti per non rischiare di finire sotto al voto sulla manovra finanziaria. Teodoro, per contro, serra le file dei suoi, strizza l'occhio all'Udc e mantiene contatti con i catoniani Lerri, Caroli e Marinucci, anche ieri rimasti fuori dell'aula. La tensione ha condizionato la seduta di consiglio comunale, durissimo e al limite dello scontro fisico il botta e risposta tra l'assessore Marcello Antonelli e il consigliere Carlo Masci: il primo avrebbe voluto anticipare al 2010 l'intervento per un centro commerciale nei locali del rilevato ferroviario della stazione, ma ha dovuto desistere. «Giovedì ci incontreremo con Centostazioni per discutere del recupero di quei locali, l'idea è di metterci attività commerciali e servizi che però non confliggano con i negozi del centro commerciale naturale» ha precisato Antonelli, respingendo gli attacchi dell'opposizione e rassicurando così l'assessore Cardelli che già temeva di dover fronteggiare (non è escluso succeda lo stesso) la protesta dei negozianti di piazza Salotto e dintorni. La maggioranza ha dovuto inoltre ritirare emendamenti che miravano a far passare sotto forma di proposta pubblica accordi di programma di privati bocciati in precedenza: via Tirino, parco di Pescara nord, area Liberatoscioli. Ad alzare la tensione è stato poi l'annuncio di un preliminare approvato dalla giunta per opere di riqualificazione di piazza Salotto e vie limitrofe per 5 milioni: «Una tale disponibilità non esiste, quel documento è un bluff» ha detto Del Vecchio, mentre Fusilli dava degli "improvvisati" ai consiglieri di maggioranza. Di Marco è riuscito ad assicurare 400mila euro a una bocciofila del porto, «è così che la maggioranza "paga" i suoi consiglieri» ha tuonato Di Nisio. Non per niente gli emendamenti presentati dalla maggioranza sono stati 37, una media di quasi due per consigliere, e la caccia al voto ha trasformato l'aula consiliare in un mercato. Approvati alcuni emendamenti condivisi: i 350mila euro per lavori al quartiere di San Giuseppe, caldeggiati da Blasioli; il raddoppio del ponte di Villa Fabio, opere a via Fonte Locca, a via Leopardi, via don Minzoni e riqualificazione di via De Blasiis.