La clausola compromissoria potrebbe scattare solo dopo il periodo di prova
ROMA Partirà mercoledì 28 aprile l'esame alla Camera del tanto discusso disegno di legge Lavoro. Quello che, più precisamente, il presidente della Repubblica lo scorso 31 marzo aveva rinviato al Parlamento. La motivazione, anzi le motivazioni, di Giorgio Napolitano erano diverse e comunque incentrate su due capisaldi: il primo, maggiore trasparenza e individuazione netta dei casi di applicazione del provvedimento; il secondo, la tutela delle classi più deboli, i giovani in particolare. Insomma, il Capo dello Stato, chiedeva e chiede la massima attenzione per le tutele sociali dei soggetti maggiormente a rischio. Cinque gli articoli citati dal Colle nel messaggio di rinvio al Parlamento (20, 30, 31, 32 e 50). Il che vuol dire che la Camera voterà solo le parti oggetto del rinvio del Quirinale.
Maggioranza e governo stanno mettendo a punto le varie modifiche da apportare al provvedimento e il termine per la presentazione delle proposte di modifica scade questa mattina. Gli emendamenti punteranno a rafforzare la volontarietà di tutelare maggiormente i lavoratori più deboli nella scelta di ricorrere all'arbitrato nei casi di controversie con un esplicito paletto sui licenziamenti. Tra le altre novità anche norme più rigorose sulla questione che riguarda l'arbitrato secondo equità. «Al momento - ha spiegato Giuliano Cazzola, relatore del ddl - il riferimento è ai soli principi generali dell'ordinamento mentre l'obiettivo è quello di prevedere riferimenti anche alle norme in materia di lavoro e agli obblighi comunitari».
Comunque la norma che più delle altre aveva sollevato discussioni piuttosto accese tra il governo e la Cgil e tra la confederazione di Epifani e Cisl e Uil era quella relativa all'arbitrato sui licenziamenti. Confindustria, Bonanni e Angeletti (ma anche tutte le altre sindacali e imprenditoriali) si erano impegnate formalmente a cassare dal ddl qualsiasi riferimento ai licenziamenti per arbitrato; la Cgil non aveva sottoscritto il documento sostenendo che i rischi per i lavoratori c'erano e restano tutti. Comunque dovrebbe essere recepito in legge - ha affermato ancora Cazzola - l'avviso comune siglato dalle parti in cui si esclude, appunto, che il ricorso alle clausole compromissorie poste al momento dell'assunzione possa riguardare le controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro. In altre parole, non ci dovrebbe essere alcun aggiramento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La clausola compromissoria dovrebbe riguardare esclusivamente controversie di altro tipo (promozioni, orari di lavoro, disposizioni aziendali, ecc.). Semmai la clausola compromissoria sull'arbitrato potrebbe essere valida solo una volta superato il periodo di prova. Per quanto riguarda i precari il disegno di legge punterebbe ad introdurre una «norma di chiusura» in grado di «salvaguardarli in modo equipollente». Per quanto riguarda i call center l'orientamento della maggioranza è quello di approvare emendamenti parlamentari. Sarà rivisto con un emendamento del governo l'articolo 20 relativo alle modifiche sulla responsabilità per l'esposizione all'amianto del personale impiegato sulle navi di Stato.